Visualizzazione post con etichetta maculan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maculan. Mostra tutti i post

domenica 9 febbraio 2014

PALAZZOTTO CABERNET SAUVIGNON 2007 - Breganze D.O.C. - Maculan

Per la serie vini buoni di grandi cantine... il Palazzotto di Maculan non perde un colpo...


Il pranzo della domenica in famiglia si trasforma in post, non tanto per raccontarvi la preparazione dei pici al ragù di coniglio (piatto che mi ha dato soddisfazioni e se questo fosse un blog di cucina vi avrei svelato la ricetta...), ma per scrivere del "Palazzotto" portato da Vera ed Andrea, che senza indugi abbiamo stappato e tracannato. 

Il vino in questione è prodotto da Maculan, storica cantina di Breganze, ed è la terza volta che mi ritrovo a postare un loro vino, dopo il Cabernet (un ottimo vino quotidiano) e ovviamente il Torcolato, il vitigno simbolo di queste zone. Per chi non lo sapesse Breganze si trovo a nord di Vicenza, sulle prime colline che si incontrano in direzione Altopiano di Asiago. Non mi dilungo più di tanto sull'importanza del ruolo che la famiglia Maculan ha avuto su questo territorio e che tutt'ora riveste anche a livello nazionale (ma é nome conosciuto anche all'estero), in virtù di una selezione di vini di indiscusso valore, che trova (a mio modesto parere) il suo apice nell'interessantissima gamma di vini "da meditazione". Vi rimando quindi ai precedenti post, se andate cercando informazioni su Maculan, che rimane una delle più interessanti realtà tra i grandi produttori, con ottimo rapporto tra qualità, quantità e prezzi di vendita, con bottiglie interessanti rimediabili anche presso la G.D.O. 

Vado direttamente allo stappato… allora… Palazzotto 2007, ovvero Cabernet Sauvignon in purezza, con fermentazioni in acciaio (8 giorni di macerazione) e affinato per un anno in barrique di rovere francese, metà nuove e metà di secondo passaggio. 
 
Rosso rubino intenso e scuro ma piuttosto brillante, impenetrabile e concentrato. Naso complessivamente piacevole, non stupisce per originalità ma per precisione stilistica, con sensazioni olfattive piuttosto nette e pulite. L’alcool (14.5%vol.) punge le narici e scalda un bouquet che gioca su un frutto pieno e scuro a braccetto con note di cacao e liquirizia, ma anche caffè tostato e tabacco. Vino materico, pieno e polposo, corposo, tannino importante ma ben levigato dall'affinamento in barrique che ne smussa il carattere, finale a tinte scure di bella persistenza e profondità.

Ha il pregio di “non mollare mai”, mantenendo una buona tensione gustativa, nonostante un’acidità poco marcata. Organoletticamente il vino non sorprende, nel senso che esprime esattamente quello che ci si aspetta da un Cabernet di queste zone, polpa e sostanza, potenza e persistenza, un'armatura importante che non appesantisce grazie ad un bel equilibrio, che rende la beva piacevole anche per chi predilige vini più snelli e sgrassati.

Chiamiamolo vino "grunge" per il suo stile 90′s, comunque... gusti a parte... un buon vino rimane un buon vino (tre bicchieri nel 2006) e questo lo é... decisamente più complesso e strutturato rispetto al Cabernet base assaggiato in precedenza. Essendo "il vino degli ospiti" non ne conosco il prezzo, ma su internet viaggia ad un prezzo medio di 15 euro.

venerdì 4 gennaio 2013

MACULAN 2008 - Breganze D.O.C. - Maculan

...pieno e ricco, molto seducente, si concede alla dolcezza con sensazioni marmellatose e di spezie dolci, ma senza diventare stucchevole, sostenuto da una bella acidità che rende la beva equilibrata e fresca, sempre in costante tensione. 


Il periodo Natalizio propizia più che mai una massiccia assunzione di dolci... e noi che per "vizio" ad ogni piatto dobbiamo abbinare il giusto bicchiere, possiamo sbizzarrirci con i così detti vini dolci o da dessert, vini che durante l'anno acquistiamo meno, ma quando arriva Natale e Capodanno, tutti di corsa ad accaparrarsi spumanti e champagne. Non essendo un grande amante delle bollicine (ho bevuto piacevolmente solo alcuni champagne), per il sottoscritto é l'occasione buona per provare qualche passito. 

Vi ho già raccontato con grande entusiasmo del Moscato Passito al Governo di Saracena, piccola e poco conosciuta perla della viticoltura calabrese, oggi invece torno (anzi ritorno) al nord e più precisamente a Breganze, in provincia di Vicenza, per parlarvi di un altro vino di Maculan. Forse qualcuno ricorda che scrissi già del loro Cabernet e conseguentemente anche di questa cantina, sottolineando che il loro punto di forza (non me ne vogliano i fanatici del Merlot e del loro Crosara) era soprattutto l'interessante gamma di vini passiti. 

Quindi, evito di ingolfarvi con le info sul produttore che trovate nella recensione del Cabernet, anche perché e il nome di Maculan é conosciuto ai più, ed é una delle più interessanti "grandi" etichette che potete trovare presso la grande distribuzione. Diciamo che con Maculan si va sul sicuro, soprattutto quando si é indecisi di fronte al mare di bottiglie sullo scaffale del supermercato. 

Oggi alziamo un po' il tiro e vi racconto del loro Torcolato 2008, vino passito che ben si sposa con i vostri dolci natalizi (ma al sottoscritto é piaciuto ancor più abbinato ad un'ottima formaggella francese a pasta molle). Questo Torcolato può essere un'ottima idea (anche in virtù della sua facile reperibilità) per accompagnare i panettoni avanzati, di cui probabilmente siete già belli saturi...  quindi per ingolosirvi... aggiunta di mascarpone e Torcolato nel bicchiere!!

Si tratta di un vino tipico di questa zona a nord di Vicenza e viene principalmente prodotto con uve Vespaiola in purezza (così denominata in quanto le Vespe sono ghiotte dei suoi zuccheri), ma può anche essere assemblato con Tocai e Garganega (che comunque non devono superare il 15%). Ovviamente, trattandosi di un vino passito, a vendemmia ultimata i grappoli vengono "attorcigliati" a delle travi (operazione che nel locale dialetto vien detta "torcolare", da qui il nome del vino) e si procede con l'appassimento per alcuni mesi, all'incirca fino a gennaio, all'interno di fruttai areati, dove l'uva appassirà ricoprendosi di muffa nobile, che favorirà la formazione degli zuccheri. 

Questo procedimento é utilizato anche per la produzione del Torcolato di Maculan (100% Vespaiola), che successivamente viene affinato per un anno in barriques di rovere francese nuove per 1/3, prima di riposare per altri 6 mesi in bottiglia. La produzione é di circa 15.000 bottiglie e per accapparrarvene una, dovete mettere in conto un esborso tra le 30 e le 35 euro per una bottiglia standar, ma volendo si può ripiegare sulla mezza bottiglia (e metà prezzo), giusto per fare un assaggio, a mio avviso, meritato!. 

Nel bicchiere sfoggia un giallo oro carico e brillante, con lievi sfumature ambrate, di ottima trasparenza e pulizia, denso ma non troppo per essere un passito un passito. Al naso sprigiona un piacevolissimo bouquet, molto aromatico, dolciastro, ma al contempo la vena alcolica (13.5%vol.), minerale e agrumata, rendono il naso teso e persistente, vibrante. Si parte dalla frutta a pasta gialla supermatura, ma anche buccia di agrumi, miele, fiori e vaniglia. Davvero invitante, ricco di profumi e freschezza. Al palato conserva tutte queste caratteristiche, pieno e ricco, molto seducente, si concede alla dolcezza con sensazioni marmellatose e di spezie dolci, ma senza diventare stucchevole, sostenuto da una bella acidità che rende la beva equilibrata e fresca, sempre in costante tensione. 

Davvero una bella bevuta, tecnica se volete, ma che sa regalare soddisfazioni ed emozioni, proprio in virtù di questa sua capacità di essere sempre "vivo e presente", senza sedersi mai su se stesso o impaltanarsi (come spesso capita in certi passiti grassi e super-dolci) nell'appiccicaticcio del miele e della marmellata. Bello anche nel finale lungo e persistente, con il ritorno delle note olfattive e un palato che rimane fresco, pulito.... e contento!!. 

Un vino piacevole, ideale da nei giorni di festa, quando si vuole proporre una beva non banale, ma neanche esageratamente complessa, che sappia deliziare e soddisfare il palato di tutti i commensali. Un bel tocco di vita non c'è che dire. 

Non é il mio passito preferito (il Moscato Passito al Governo di Saracena lo ritengo ancora una spanna sopra per un sacco di motivi), ma devo ammettere che con questo Torcolato, Maculan ha fatto centro, dimostrando di saper realizzare un vino quasi perfetto, frutto dell'esperienza maturata sul territorio da tre generazioni. Piacevolissimo. 

Per tutti gli amanti delle bevute sul divano, l'abbinamento consigliato porta il nome di P.J.Harvey, voce calda e sensuale, icona del rock al femminile, a tratti dolce a volte più energica, ma sempre in costante tensione. Poetessa dark di successo, ma dal retrogusto indie e un po' decadente. Accattatevi tutti e due, vino e cd, per regalarvi un giorno di assoluto piacere.

domenica 15 aprile 2012

CABERNET 2009 - Veneto I.G.T. - Maculan

...Diciamo (per quanto questa mia definizione possa suonare scorbutica) un vino da bere con disimpegno... per starcene rilassati e cacciar via lo stress accumulato in settimana.


Questo é il classico vino da venerdì sera di stanca. Dopo una dura settimana lavorativa capita di tornare a casa stanchi, magari un po' incazzosi e con poca voglia di relazioni sociali o vita notturna. Così, anziché spendere soldi in benzina, aperitivi, cinema, teatro, concerti e quant'altro, ti metti le pantofole, il felpone e ti spari un venerdì sera da "anima solitaria" e lasci che sia una "consolatoria" boccia di vino a risolverti la serata. 

Niente di esplosivo sia chiaro, siamo stanchi e incazzosi ricordate? Quindi inutile stravolgere la vostra serata un po' sfigata con un vino "della madonna" che vi sgonfia anche il portafoglio. Quello tenetelo per le grandi occasioni. Ti prepari una cenetta di buona qualità e "tiri su" dalla cantina (o "tiri giù" dallo scaffale) una dignitosa boccia, un onesto vino da tavola, il così detto vino quotidiano. Non sto parlando del bottiglione da discount, ne del fiasco del nonno, ma di una semplice bottiglia, magari comprata velocemente al super, comunque mai troppo costosa o impegnativa da bere. 

Diciamo (per quanto questa mia definizione possa suonare scorbutica) un vino da bere con disimpegno... per starcene rilassati e cacciar via lo stress accumulato in settimana. Così é stato il mio ultimo venerdì sera, figlio della Pasqua più fredda che mi ricordo, di una settimana piovosa, più autunnale che primaverile e di una provincia (Varese) dove nonostante gli ultimi "terremoti" padani, devi ancora star a discutere con imperturbabili sostenitori bossiani. 

Via da me paranoie... per una sera meglio dimenticare e stappare questo Cabernet della Maculan. Probabilmente molti di voi conoscono già questa "famosa" cantina. Per tutti gli altri mi permetto di scrivere due righe in merito. 

Maculan é un'enorme cantina, diciamo pure un'industria del vino, capace di esportare in "quasi" tutto il mondo le 750.000 bottiglie prodotte, figlie di circa 50 ettari vitati. Siamo a Breganze in provincia di Vicenza, nelle prealpi venete, zona climaticamente favorevole, essendo protetta a nord dall'Altopiano di Asiago. La cantina é situata proprio nel centro storico di Breganze, comune dove sono situati i due vigneti più importanti ovvero il Ferrara e il Fratta, mentre il resto delle vigne é in affitto nella zona D.O.C. Breganze. Quasi la metà delle uve utilizzate, non vengono prodotte direttamente da Maculan ma acquistate da viticoltori locali. 

Attualmente con l'entrata in azienda delle due figlie del sign. Fausto Maculan, siamo alla terza generazione di vignaioli, il che significa avere a che fare con un'azienda moderna e tecnologicamente all'avanguardia, ma che ha alle spalle anni e anni di tradizione vinicola. Diciamo pure una grande azienda che sa destreggiarsi sul mercato, offrendo vini di buon livello qualitativo (in alcuni casi anche ottimi) senza inflazionare gli scaffali con linee di vini dal basso costo e dalla qualità discutibile. La produzione spazia dai bianchi ai rossi, ma sono soprattutto i vini "dolci" il vero fiore all'occhiello di Maculan. Acininobili in primis, ma anche il Torcolato, il moscato Dindarello e il "rosso" Madoro, sono vini che all'assaggio giustificano i numerosi riconoscimenti ricevuti. 

Il vino che vado a stappare per il mio venerdì sera casalingo é un Cabernet del 2009, acquistato qualche mese fa mentre facevo la spesa, per circa 9 euro. Per produrlo vengono utilizzate principalmente uve Cabernet Sauvignon, con l'aggiunta di Cabernet Franc a completamento. Zero legno per questo Cabernet, che viene affinato per un anno in vasche di acciaio. 

Di color rosso rubino intenso, quasi porpora, profondo, si dimostra un ideale vino a tutto pasto, il che calza a pennello per una buona bevuta non troppo impegnativa. Sia al naso che al palato si dimostra vino assai piacevole, dinamico e fresco, di pronta beva. Non risulta mai pesante o faticoso e si lascia bere a belle sorsate. Finezza ed eleganza non sono da ricercare in questo bicchiere, ma troviamo un vino più che dignitoso per intensità, corpo, calore e persistenza. Equilibrato e un po' "ruffiano", sa farsi amare grazie alle spiccate note di frutta e a sentori speziati dolciastri, come la liquirizia e la cannella. Anche il tannino risulta morbido e caldo, e il finale rilascia al palato una piacevole sensazione dolciastra. Non pensate al solito vinello zuccherino però, c'è una vigorosa (ma mai invadente) vena alcolica (13.5%vol.) e una discreta struttura a sorreggere e dare tono alla beva. 

Niente di memorabile, tutto facile e godibile, esborso limitato, rapporto qualità/prezzo adeguato e facile reperibilità. Un ideale vino da tavola per una cena ben fatta ma senza troppe pretese. Gastronomicamente ci sta su tutto, ma per quanto mi riguarda, la morte sua é in abbinata ad una bella (e buona) fettona di soppressa vicentina incastrata tra due pezzi di pane mentre ci ascoltiamo un vecchio cd dei Pitura Freska, che fa molto veneto...un po' reggae e molto disimpegno...

P.S. a proposito della scorbutica definizione di vino "da bere con disimpegno" scritta sopra... questa bottiglia ha il tappo in silicone... così non avete nemmeno la sbatta di stappare con attenzione e verificare che il vino non sappia di tappo. Insomma ci scende la poesia con il silicone... ma più disimpegno di così.... :-)

PIACIUTO L'ULTIMO POST?? ALLORA LEGGITI ANCHE QUESTI >>

Clicca sulla foto per accedere al post....

3 PACCHE SULLA SPALLA!! STAPPATI 2015.... ECCO LA PLAYLIST!!

3 PACCHE SULLA SPALLA!! STAPPATI 2015.... ECCO LA PLAYLIST!!
Il solito grande classico di fine anno... puntuale come il mercante in fiera, eccovi la playlist di questo 2015...

GATTINARA RISERVA 2006 - D.O.C.G. - Paride Iaretti

GATTINARA RISERVA 2006 - D.O.C.G. - Paride Iaretti
...ritroverete in questo sorso di Gattinara un vino autentico… Il collegamento imprescindibile di vigna, uomo e terra.

VIS 2011 - Barbera d'Asti Superiore D.O.C.G. - Crealto

VIS 2011 - Barbera d'Asti Superiore D.O.C.G. - Crealto
Ancora Crealto, ancora un grande vino... prendetemi alla lettera, la loro Barbera affinata in terracotta è una chicca che sorprende e affascina...

LA TERRA TREMA 2015 - 9°edizione

LA TERRA TREMA 2015 - 9°edizione
"Per noi acquistare una bottiglia di vino, significa acquistare consapevolezza e sapere, oltre che la gioia di godere di un vino come poesia"

PINOT NERO 2010 - Toscana I.G.T. - Voltumna

PINOT NERO 2010 - Toscana I.G.T. - Voltumna
Se avete passato uggiosi pomeriggi a consumare i vinili di Joy division, The Cure, Siouxsie and the Banshees, Bauhaus... non potete rimanere indifferenti al pinot nero di Voltumna.

VB1 VERMENTINO 2010 - Riviera Ligure di Ponente D.O.C. - Tenuta Selvadolce

VB1 VERMENTINO 2010 - Riviera Ligure di Ponente D.O.C. - Tenuta Selvadolce
Uno dei migliori assaggi della Riviera Ligure di Ponente... uno di quei casi in cui è il vino nel bicchiere che parla (...anche al posto del vignaiolo...)

ALTEA ROSSO 2012 - Sibiola I.G.T. - Altea Illotto

ALTEA ROSSO 2012 - Sibiola I.G.T. - Altea Illotto
Serdiana prov. di Cagliari, a pochi metri da dove nasce il vino status symbol dell'enologia sarda, troviamo una bella realtà di bio-resistenza contadina...

RIBOLLA GIALLA 2013 - I.G.P. delle Venezie - I Clivi

RIBOLLA GIALLA 2013 - I.G.P. delle Venezie - I Clivi
Una ribolla che è un soffio di vento... lontani anni luci dai bianchi "tamarrosi" a pasta gialla, tropicalisti, dolciastri, bananosi e polposi.

BARBARESCO CURRA' 2010 - D.O.C.G. - Cantina del Glicine

BARBARESCO CURRA' 2010 - D.O.C.G. - Cantina del Glicine
...piccola, artigianale, familiare, storica… un passo indietro nel tempo... la bottiglia giusta per l'autunno che verrà...

FIANO DI AVELLINO 2012 - D.O.P. - Ciro Picariello

FIANO DI AVELLINO 2012 - D.O.P. - Ciro Picariello
Niente enologo, niente concimi, approccio artigianale e tanta semplicità affinché il vino possa esprimere al meglio il territorio. Se dici Fiano, Ciro Picariello è un punto di riferimento assoluto.

DOS TIERRAS 2011 - Sicilia I.G.T. - Badalucco de la Iglesia Garcia

DOS TIERRAS 2011 - Sicilia I.G.T. - Badalucco de la Iglesia Garcia
...una fusione eno-culturale vincente, un vino che intriga, incuriosisce e si lascia amare, un vino del sole e della gioia, della bellezza territoriale e popolare che accomuna Spagna e Sicilia.

RENOSU BIANCO - Romangia I.G.T. - Tenute Dettori

RENOSU BIANCO - Romangia I.G.T. - Tenute Dettori
...quello che entusiasma del Renosu Bianco è tutto il suo insieme, dalla sua naturalità alla sua originalità, mantenendo una piacevole semplicità nel sorso...

CINQUE VINI, TRE SORELLE, UN TERRITORIO > TUTTI I ROSSI DEL CASTELLO CONTI... IL POST DEFINITIVO

CINQUE VINI, TRE SORELLE, UN TERRITORIO > TUTTI I ROSSI DEL CASTELLO CONTI... IL POST DEFINITIVO
Conosco e bevo "Castello Conti" da alcuni anni, e provo una profonda ammirazione per i loro vini e per il lavoro "senza trucchi" di Elena e Paola. Da una recente visita con degustazione presso la loro cantina di Maggiora, é nata una sorta di collaborazione appassionata, che mi ha permesso di gustare l'intera produzione di rossi del Castello, che oggi in questo mega-post ho il piacere di raccontarvi alla mia maniera...

ACQUISTI IN CANTINA... A VOLTE I CONTI NON TORNANO !!

ACQUISTI IN CANTINA... A VOLTE I CONTI NON TORNANO !!
da "Le vie del vino" di Jonathan Nossiter... < - In cantina questo Volnay, che qui é a 68 euro, ne costa più o meno 25. Quindi non sono i De Montille ad arricchirsi. Ma quando arriva a Parigi o a New York, il vino costa almeno il doppio che dal produttore. - Quindi per noi che abitiamo in Francia val la pena di andare a comprare direttamente da lui. - Si in un certo senso, il ruolo dell'enoteca in città è quello di aprirti le porte per farti scoprire il tuo gusto personale, e di esserti utile quando hai bisogno di qualcosa rapidamente. Poi spetta a te stabilire una relazione diretta con il produttore >

NON STRESSATECI IN ENOTECA !!

NON STRESSATECI IN ENOTECA !!
...Anche se sono un po’ più giovane e indosso il parka con le pins non significa che entro per mettermi sotto il giubbotto le bottiglie di Petrus fiore all’occhiello della vostra enoteca, quindi evitate di allungare il collo o sguinzagliarmi alle spalle un commesso ogni volta che giro dietro allo scaffale.