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mercoledì 28 novembre 2012

LA TERRA TREMA 2012 [Tengo la posizione]


"Tengo la posizione, cavalco gru e tralicci, conquisto i tetti di cie e recinzioni. Stringo in mano la pietra e l'arancia, curo la vigna e il campo, sfido il tuo cemento".

Frase semplice ma intensa che racchiude l’essenza della Terra Trema, imperdibile appuntamento di fine novembre presso lo spazio pubblico autogestito del Leoncavallo di Milano. Siamo alla sesta edizione della rassegna organizzata da "il Folletto 25603" di Abbiategrasso e come ogni anno anche il sottoscritto e compagnia é presente e partecipe all’iniziativa...“Tengo la posizione” é il motto di quest’anno e della bellissima locandina disegnata da Simone Massi. 

L'iniziativa é cresciuta nel corso degli anni, ma senza mai cambiare pelle, un filo conduttore che parte da Veronelli e il suo progetto Critical Wine, per una festa contadina che più di ogni altra ne ha saputo cogliere l'eredità e la sostanza. Nel mio ruolo di fruitore e divulgatore attraverso questo blog, spero anch'io di dare il mio piccolo contributo a “far tremare la terra”, raccontando e promuovendo questa iniziativa, a cui partecipo dalla prima edizione, acquistando vini e prodotti... ben felice di versare le 8 euro di sottoscrizione. Da sempre vi sostengo e sempre lo farò.

Alla Terra Trema i tecnicismi passano in secondo piano, poco importa se devi scaldare il bicchiere perché i rossi sono troppo freddi, quello che conta è esserci, sentirsi partecipi di un piccolo evento popolare e di grande partecipazione collettiva, una fiera mercato dove tutti si sentono (chi più chi meno) protagonisti. E' una festa per gli agricoltori ma anche per gli appassionati, entrambi uniti nell'approcio "critico e antagonista" di porsi al sistema produttivo. Sarà la sua informalità, sarà l'atmosfera "partecipata" del pubblico, sarà che il Leo é stato (ed è ancora anche se con meno frequenza) il luogo di molte serata di gioventù, sarà che non mi sono mai perso un’edizione, sarà il suo taglio "politico"... ma la Terra Trema rimane la rassegna eno-gastronomica che più sento e mi porto nel cuore. 

"Agricoltori, vignaioli, spazi occupati – autogestiti e indipendenti -  pratiche di r-esistenza nei territori: in questo meraviglioso e pazzo incontro sono racchiuse la forza e la necessità stessa de La Terra Trema". e ancora "Da 6 anni La Terra Trema porta nel cuore di Milano le mille narrazioni delle agricolture partigiane e ribelli; le molteplici storie di rivolta di chi abita territori assediati da cemento, capannoni, infrastrutture devastanti calate dall’alto e di chi vive territori con specificità paesaggistiche e produttive uniche e straordinarie. La Terra Trema è manifestazione dedicata all’agricoltura di qualità, quella che in Italia quotidianamente lotta per tutelare suolo e socialità, colture e cultura, enogastronomia non elitaria e un’idea differente di sviluppo."

Quest’anno "tengo la posizione" e non manco all’appuntamento, ma anziché presentarmi all’apertura del venerdì, decido di presidiare alla chiusura della domenica sera… giusto per testare la resistenza dei vignaioli dopo 3 giorni intensi di fiera! Arrivo che sono ormai le 17, ho 3 ore di tempo prima della chiusura e decido di prendermela “easy”… salutare un po’ di persone che nella ressa di Fornovo avevo saltato e poi assaggi di qua e di la non proprio programmati. Garantito come sempre il colpo d’occhio ad effetto del salone centrale... rispetto al venerdì dell’anno scorso c’è meno gente, il che rende l’ambiente più vivibile e facilita chiacchiere e degustazioni ai banchi d'assaggio. Lo zoccolo duro dei vignaioli è sempre presente, ci mancherebbe… devo ammettere ho incontrato qualche faccia nuova, non so se si tratta di una scelta ponderata o di sostituzioni causa defezioni, ma bene così… (peccato mancassero i ragazzi di Crealto, loro qui ci stavano alla grande!)

Parto proprio da una “new entry”, ovvero Carlo Tabarrini di Cantina Margò… ho assaggiato tutto il suo "armamentario", davvero interessante considerando la giovane età della cantina… mi porto a casa il suo rosso 2010 da uve Sangiovese… bell'esempio di freschezza e beva gagliarda, non ancora del tutto pronto, ma il futuro è dalla sua parte e può solo migliorarsi… passo da un'altra "new entry", ovvero l'Acino, ma vedo Dino impegnato in chiacchiere e con poche bottiglie sul tavolo, si vede che i ragazzi non si sono risparmiati nei giorni precedenti... ripasso dopo, ma Dino non c'è più e il banchetto é in stato di semi-abbandonato... pazienza vi saluto da qui. Rimango in Calabria per un assaggio di Cirò da  Sergio Arcuri, peccato non essere riuscito a parlarci, ho trovato il suo Aris da uve Gaglioppo davvero notevole. Elegante già alla vista, si traveste da grande ma con ottima bevibilità. Rapporto qualità/prezzo invidiabile. 

Faccio il giro dei rossi de "La Basia", vini del Garda bresciano, principalmente a base Groppello, ma ad intrigarmi é soprattutto il "Predefitte", prodotto con uve Rebo e Barbera... mai provato prima... bella scoperta... Rimango in regione ma salgo di quota e arrivo in Valtellina, per conoscere "Triasso e Sassella", una piccola cooperativa agricola di 5 produttori con un'unica fede... ovvero il Sassella... da nebbiolista porto a casa una bottiglia, la posizione al fianco del "Stella Retica" di Ar.Pe.Pe giù in cantina e tra qualche anno si vedrà... Da Nebbiolo... a Nebbiolo con la "N" maiuscola per un assaggio di Pié Rupestris da Cappellano e un sorso del suo mitico Barolo Chinato... quasi una medicina che mi rimette in pista, spezie a mille per un vino davvero unico. 

A proposito di vini particolari, ringrazio Federico "Legno" per avermi portato al banco assaggi di Calcabrina, il suo Montefalco Rosso biodinamico da uve Sagrantino in purezza é davvero una bella scoperta, a partire dalla veste grafica originale, al vino decisamente piacevole... succoso e quasi balsamico al naso. Forse eccede in dolcezza e necessita ancora un paio di annetti in cantina... non posso non comprare una bottiglia... ne sono sicuro... mi gusterò un vino che spacca. Un salto da Cascina Zerbetta, non male il rosso e la Barbera, ma senza entusiasmare, tanto che alla fine, mi intriga maggiormente il loro bianco Quattrocento a base Sauvignon. Decido di saltare qualche "mostro" sacro della Terra Trema, giusto per non andare sempre dai soliti... quindi quest'anno niente Amarone da Aldrighetti, ma salto anche marchigiani, toscani e veneti... e passo direttamente al giro dei saluti... non prima di una breve sosta da Brunnenhof Mazzon, che come avrete dedotto arriva dall'Alto Adige e produce un Pinot Noir riserva davvero notevole, fine e ricco di frutta. Davvero ottimo, prenoto già una bottiglia per l'anno prossimo, perché ho appena fatto spesa dalla Dalzocchio a Fornovo.

Parto da Cantina Conti… giro di assaggi e un inchino al super-Boca del ’91, 20 anni e non sentirli. Elena e Paola sempre in gran forma… direi quasi “esplosive” (e chi ha sentito il botto di sabato sa che non mi riferisco solo a loro), baci-abbracci, foto di rito e alla fine me ne vado con i loro biscottini preparati dalla sapienti mani di Daniele Marziali (da scrivere con la A cerchiata… che purtroppo non riuscirò ad incontrare), non prima di un'incursione volante di Daniela "La Marca di San Michele" piuttosto "Capovolta".. ma é rimasto solo il Pigro 2010 e quando passo da loro hanno già "sbaraccato". Dall'alto Piemonte al Monferrato per incontrare Guido "Grillo" Zampaglione. Basta avvicinare il naso al bicchiere per riconoscere i suoi vini anche alla ceca. Rifaccio il giro degli assaggi perché mi piacciono tutti, prima di farmi sorprendere dalla chicca "sottobanco"... un bianco a base Sauvignon ancora senza nome e ancora non pronto, ma che promette molto bene, fresco, aromatico e apparentemente molto più semplice e snello rispetto al resto della linea, da bersi giovane. Il nuovo jolly di Tenuta Grillo... Alla fine me ne vado con un pacco di riso "Carnaroli" e per ringraziare, racconto a Guido che in quel salone vidi un indimenticabile concerto dei Fugazi nel 1999.

L'ora é tarda, il vino in corpo ad un buon livello e la panza é ancora vuota... non posso mollare il salone senza un salto dai Quat Gat, assaggio la sorprendentemente buona Vespolina in purezza di Matteo, prima di virare sui Gattinara. Saluto Luca e mi faccio aprire una bottiglia di Gattinara 2006 per la cena. Come sempre darà soddisfazioni... pieno, rustico, caldo... l'eleganza non abita qui... ma nessuno la stava cercando! Nel frattempo (per gli amanti della cronaca), l'Agricola Garella si aggiudica l'ambita Roncola d'Oro, mentre a noi rimane solo il tempo di far tavolata in cucina Pop, con l'aggiunta di due ottimi formaggi dell'agricola Il Tasso, giusto per ricordarci che anche nella mia provincia ci sono realtà interessanti con prodotti qualitativamente validi (favoloso il gorgonzola di capra). E poi sono di Piero... un luogo magico che i freak del varesotto ben conoscono.

A grappino ultimato e Leoncavallo svuotato metto la parola fine alla mia Terra Trema 2012... anche quest'anno i trattori hanno invaso la città... agricoltori, vignaioli, scrittori, enogastronomi, appassionati, spazi resistenti, cittadini, paesani, partigiani... in alto i calici, in attesa che la Terra torni a Tremare nel 2013.... si sente già in lontanza il rombo dei trattori...

domenica 27 novembre 2011

LA TERRA TREMA 2011

La Terra Trema torna anche quest'anno presso il Leoncavallo spa (so che fa un po' strano come dicitura, ma significa spazio pubblico autogestito) e siamo ormai alla quinta edizione sia per gli organizzatori (Folletto 25603 + Leoncavallo) che per il sottoscritto, pronto come ogni anno a timbrare il cartellino.

Per chi non conosce questa iniziativa mi permetto di scrivere due parole in merito prima di passare a raccontarvi dei banchi d'assaggio. Quando si parla di un'iniziativa come "La Terra Trema" non si può semplicemente parlare di vino come se fosse una degustazione qualsiasi, qui c'è molto di più.. ed é proprio quel "di più" a rendere questo evento unico e ricco di significati. Dall' autogestione a zero sponsor degli organizzatori, passando agli agricoltori e vignaioli resistenti, acquisto dei prodotti a km zero, dibattiti, concerti ecc...

Un mix di "agri-cultura", ovvero partire dalla terra, dalla materia prima e dal suo processo produttivo per creare consapevolezza nel consumatore finale. Partire dalla conquista e valorizzazione del territorio, attraverso produttori i cui prodotti parlano di una piccola rivoluzione, storie di uomini e donne, di sudore e di stagioni, un connubio forte tra agricoltura e popoli resistenti. La terra come forma di sostenibilità, non solo nel rispetto ambientale ma anche sociale, la terra da rivendicare e per cui lottare. Partire dalle radici per dare forma al cambiamento reale, per dare voce a produttori resistenti, dalla Val di Susa ai braccianti immigrati.

Credo sia importante sottolineare questo per far capire che qui, non si parla solo del prodotto fine a se stesso; la tecnica passa in secondo piano, il vino e le degustazioni sono solo un tramite, un mezzo per arrivare ad altri significati. Quindi poco importa se la temperatura del salone e dei vini serviti (parlo dei rossi) non risulta consona ad una degustazione, se i banchi d'assaggio sono un po' tutti mischiati e non suddivisi per regione, se la chiusura alle dieci ci costringe a degustare un po' tutto di corsa.

Resta il bello di una festa ricca di significati, di produttori stupendi nella loro semplicità e nei loro sorrisi, dai più freakettoni a quelli più seriosi e anzianotti, tutti disponibili a scambiare quattro chiacchere, a raccontarti dei loro vini, della loro idea di agricoltura e della loro fatica nel produrre in maniera sostenibile vini che ben rappresentano il terroir di provenienza e il carattere di chi li produce.

Se però cari lettori state pensando ad un raduno di contadini dai vini rustici e qualitativamente mediocri, vinelli da pasto e senza classe, siete assolutamente fuori strada. Qui si incontrano prodotti di livello assai alto, in alcuni casi addirittura altissimo, vini che hanno carattere ma anche eleganza, che sanno essere rustici ma anche originali e ben fatti da vignaioli e cantinieri che sanno il fatto loro, vini che parlano e possono tranquillamente mettere in fila un bel po' di decantate e spesso insignificanti bottiglie proposte dall' AIS o eno-giornalisti da strapazzo.

Questo è il buono che avanza.. vini naturali, agricolture biologiche e biodinamiche, vendita diretta, acquisto consapevole. Di soldi non ne girano un granché, ma quando sei qui non ti dispiace investire 100euro per portarti a casa un po' di buon vino, ma anche un racconto, una stretta di mano, un brindisi e soprattutto la consapevolezza che un'altro modo di vivere e interpretare il vino è possibile.

In ordine sparso parliamo degli assaggi, perché la serata è stata lunga, caotica, molto alcolica e dal risveglio pesante...

Io e il mio compagno di viaggio Stefano abbiamo assaggiato ottimi vini partendo dalla Toscana, la regione più rappresentata insieme al Piemonte. Si inizia con un dignitoso Chianti delle colline senesi proposto dalla Fattoria San Donato di San Giminiano, conferme qualitative dalla riserva di Majnoni Guicciardini  (clicca qui e leggi la recensione) e ottime sensazioni dall'azienda agricola biologica il Cerchio di Capalbio, di cui mi innamoro e acquisto il loro Ansonica, semplice e tradizionale. Ottimi risultano anche il Valmarina Sangiovese e soprattutto il Tinto, prodotto con uve Alicante, carico, profumato e rotondo. Tutto bio e zero barriques.

Due soste veloci senza grandi entusiasmi nell'assaggio del Refosco proposto dalle due cantine friulane Nicolini Giorgio e Foffani, sicuramente meglio il secondo del primo, ma non eravamo in serata per il Refosco, troppo giovane, acidino e dinamico. Ci tengo a precisare che la versione di Foffani che degusto ogni anno, rimane comunque un gran bel bere.

Andando a sud assaggiamo tutta la serie del Podere Veneri Vecchio di Benevento. Buono il Nigrum Aglianico barricato, ma soprattutto mi è piaciuto il Perdersi e Ritrovarsi, dove l'Aglianico viene assemblato con un 30% di Piedirosso, molto intenso e fruttato.

Risalendo in Piemonte tappa obbligata dai Quat Gat, Matteo, Luca e Franco (ma dov'è il quarto??), continuano a sfornare prodotti eccellenti, ruspanti e caratteristici. Il Gattinara non si discute (provata anche l'anteprima 2006 di Calligaris ancora molto "nervosa" ma già dal gran potenziale), più "easy" il Bramaterra di Matteo. Dopo un sorso di Barolo da Clerico Franceso (il Barolo è sempre il Barolo...) eccomi al banco d'assaggio che più mi ha entusiasmato in questa edizione. Trattasi della Tenuta Grillo, Monferrato, dove mi soffermo ad assaggiare e ascoltare le interessanti spiegazioni di quel genio di Guido Zampaglione, vignaiolo indipendente dallo spirito innovativo e al contempo tradizionalista. Assaggio e acquisto un Cortese strepitoso (Baccabianca). Zero lieviti, zero filtraggi, zero controllo della temperatura durante la macerazione che dura quasi 40 giorni, 12 mesi in legno grande, come dire un bianco che sembra un rosso, un Cortese come natura ci consegna. Venduto a 14 euro.. meritate. Acquisto e porto a casa anche una boccia di Pecoranera, un Freisa del 2003 assemblato con Dolcetto, Merlot e Barbera, un rosso di carattere e grande longevità. Per il sottoscritto la top cantina de "La Terra Trema 2011". Vi aspetto l'anno prossimo perché voglio acquistare la vostra ottima Barbera!!

Restando nel campo delle eccellenze, dopo la miglior cantina eccomi al miglior vino di questa quinta edizione, a cui assegno la mia personale Roncola d'Oro 2011. Sono un amante dei rossi ma il premio devo darlo ad un bianco.. siamo nelle Marche e il riconoscimente va al Verdicchio "Il Pigro" della società agricola La Marca di San Michele. 18 euro di Verdicchio non sono poche, ma le ho spese volentieri perché qui siamo una spanna sopra tutti gli altri bianchi degustati. Tutto bene, tutto bello, tutto buono. Una versione Riserva prodotta in sole 2500 bottiglie per questa cantina di Cupramontana specializzata nella produzione di Verdicchio dei Castelli di Jesi, proposto nella versione Superiore e Riserva. Un vino maturato in legno che impressiona per complessità olfattiva e per importanza al palato. Number one.

Per concludere.. anche se sicuramente avrò dimenticato qualcuno... torniamo su alcuni vignaioli classici e imperdibili de La Terra Trema, che dopo 5 edizioni possiamo definire quasi amici. Rimanendo nelle Marche ecco il "Milanese"... così ci piace definire Paolo dell'agricola Fiorano. Assaggiamo tutti i suoi ottimi prodotti da un elegante Pecorino (grazie per averci tenuto da parte l'ultima bottiglia) ai suoi rossi, espressione di un territorio unico, dal classico Piceno Superiore (clicca qui per leggere la recensione) al suo cru Ser Balduzio Riserva, 100% di Montepulciano affinato 36 mesi in botti grandi e 24 in bottiglia. Importante, tannico, ricco, strutturato ma decisamente amabile ed elegante. Un grande vino. Dimenticavo.. giusto per non farci mancare niente assaggiamo anche un goccio di ottima grappa bianca.

Risalendo in Toscana ritroviamo il Podere Prato al Pozzo di Cinigiano. Tappa fissa ormai con il suo Sangiovese di Montecucco, di cui ovviamente acquistiamo la bottiglia migliore, ovvero l'Arpagone riserva. Da buoni toscani affinamento in barriques e di recente la scelta di uscire con una versione di Cabernet Sauvignon in purezza che mi ha lasciato un po' stranito. Il prodotto é ottimo ma perché sto cavolo di Cabernet deve essere come il prezzemolo? Da nord a sud c'è sempre chi punta su questo vitigno internazionale e mi fa strano che un'azienda come questa preferisca investire su un vino del genere, anziché puntare sul più tradizionale e territoriale Montecucco D.O.C. Comunque scelta loro che rispettiamo, non vogliamo fare i criticoni e non apprezzare il lavoro di un'azienda seria solo perché si affida a vigneti non autoctoni o a tecniche di affinamento meno tradizionali.

Per concludere la tappa obbligatoria e imperdibile é dal grande vecchio, mister Aldrighetti, che dalla Valpolicella arriva ogni anno a Milano per "regalarci" a 16 euro un Amarone Classico (clicca qui per leggere la recensione) che sa entusiasmare sia per corpo ed importanza, sia per la capacità di essere armonioso, caldo e avvolgente. Molto bene anche il Ripasso, dolcino e beverino, sicuramente più snello rispetto all'Amarone, ma comunque di buona struttura.

Come sempre felici, contenti e un po' scassati rientriamo a casa con un carico di vino non indifferente, che attualmente riposa in cantina e prossimamente degusteremo (e scriveremo). Qualche euro in meno nel portafoglio ma spesi con gran piacere e con il pensiero che guarda già all'anno prossimo... pronti a scoprire qualche altro produttore ecccellente e resistente.

In alto il rombo dei trattori.. a Milano La Terra Trema.

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3 PACCHE SULLA SPALLA!! STAPPATI 2015.... ECCO LA PLAYLIST!!

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Il solito grande classico di fine anno... puntuale come il mercante in fiera, eccovi la playlist di questo 2015...

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...ritroverete in questo sorso di Gattinara un vino autentico… Il collegamento imprescindibile di vigna, uomo e terra.

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Ancora Crealto, ancora un grande vino... prendetemi alla lettera, la loro Barbera affinata in terracotta è una chicca che sorprende e affascina...

LA TERRA TREMA 2015 - 9°edizione

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"Per noi acquistare una bottiglia di vino, significa acquistare consapevolezza e sapere, oltre che la gioia di godere di un vino come poesia"

PINOT NERO 2010 - Toscana I.G.T. - Voltumna

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Se avete passato uggiosi pomeriggi a consumare i vinili di Joy division, The Cure, Siouxsie and the Banshees, Bauhaus... non potete rimanere indifferenti al pinot nero di Voltumna.

VB1 VERMENTINO 2010 - Riviera Ligure di Ponente D.O.C. - Tenuta Selvadolce

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Uno dei migliori assaggi della Riviera Ligure di Ponente... uno di quei casi in cui è il vino nel bicchiere che parla (...anche al posto del vignaiolo...)

ALTEA ROSSO 2012 - Sibiola I.G.T. - Altea Illotto

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Serdiana prov. di Cagliari, a pochi metri da dove nasce il vino status symbol dell'enologia sarda, troviamo una bella realtà di bio-resistenza contadina...

RIBOLLA GIALLA 2013 - I.G.P. delle Venezie - I Clivi

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Una ribolla che è un soffio di vento... lontani anni luci dai bianchi "tamarrosi" a pasta gialla, tropicalisti, dolciastri, bananosi e polposi.

BARBARESCO CURRA' 2010 - D.O.C.G. - Cantina del Glicine

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...piccola, artigianale, familiare, storica… un passo indietro nel tempo... la bottiglia giusta per l'autunno che verrà...

FIANO DI AVELLINO 2012 - D.O.P. - Ciro Picariello

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Niente enologo, niente concimi, approccio artigianale e tanta semplicità affinché il vino possa esprimere al meglio il territorio. Se dici Fiano, Ciro Picariello è un punto di riferimento assoluto.

DOS TIERRAS 2011 - Sicilia I.G.T. - Badalucco de la Iglesia Garcia

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...una fusione eno-culturale vincente, un vino che intriga, incuriosisce e si lascia amare, un vino del sole e della gioia, della bellezza territoriale e popolare che accomuna Spagna e Sicilia.

RENOSU BIANCO - Romangia I.G.T. - Tenute Dettori

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...quello che entusiasma del Renosu Bianco è tutto il suo insieme, dalla sua naturalità alla sua originalità, mantenendo una piacevole semplicità nel sorso...

CINQUE VINI, TRE SORELLE, UN TERRITORIO > TUTTI I ROSSI DEL CASTELLO CONTI... IL POST DEFINITIVO

CINQUE VINI, TRE SORELLE, UN TERRITORIO > TUTTI I ROSSI DEL CASTELLO CONTI... IL POST DEFINITIVO
Conosco e bevo "Castello Conti" da alcuni anni, e provo una profonda ammirazione per i loro vini e per il lavoro "senza trucchi" di Elena e Paola. Da una recente visita con degustazione presso la loro cantina di Maggiora, é nata una sorta di collaborazione appassionata, che mi ha permesso di gustare l'intera produzione di rossi del Castello, che oggi in questo mega-post ho il piacere di raccontarvi alla mia maniera...

ACQUISTI IN CANTINA... A VOLTE I CONTI NON TORNANO !!

ACQUISTI IN CANTINA... A VOLTE I CONTI NON TORNANO !!
da "Le vie del vino" di Jonathan Nossiter... < - In cantina questo Volnay, che qui é a 68 euro, ne costa più o meno 25. Quindi non sono i De Montille ad arricchirsi. Ma quando arriva a Parigi o a New York, il vino costa almeno il doppio che dal produttore. - Quindi per noi che abitiamo in Francia val la pena di andare a comprare direttamente da lui. - Si in un certo senso, il ruolo dell'enoteca in città è quello di aprirti le porte per farti scoprire il tuo gusto personale, e di esserti utile quando hai bisogno di qualcosa rapidamente. Poi spetta a te stabilire una relazione diretta con il produttore >

NON STRESSATECI IN ENOTECA !!

NON STRESSATECI IN ENOTECA !!
...Anche se sono un po’ più giovane e indosso il parka con le pins non significa che entro per mettermi sotto il giubbotto le bottiglie di Petrus fiore all’occhiello della vostra enoteca, quindi evitate di allungare il collo o sguinzagliarmi alle spalle un commesso ogni volta che giro dietro allo scaffale.