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domenica 5 maggio 2013

MEMORIE DI VITE CGN 2010 - Quartomoro

Un progetto che attraverso il vino vuole racchiudere e portare sulle nostre tavole storia, cultura, personaggi e tradizioni della viti-cultura sarda.


Ed eccomi arrivato alla fine, ultima bottiglia stappata delle cinque dedicate alla rassegna "La mano dell'enologo". Ho assaggiato vini diversi tra loro, non solo per le differenti provenienze, tipologie di uve e territori, ma anche per le diverse impronte dei loro enologi. Sono partito da un grande classico dal respiro internazionale come il Montevetrano firmato da Cotarella , passando per i "vulcanici" vini di Salvo Foti e quelli "cosmici" di Mattia Filippi, per concludere oggi con Piero Cella e la sua "creazione" Quartomoro di Sardegna "micro-azienda in evoluzione".

Come per i Vigneri anche in questo caso, parlerò solo in un secondo momento del vino stappato, perché tutto quello che c'è dietro mi sembra più importante del risultato finale... l'idea, il progetto, il territorio, la cultura che il vignaiolo vuole esprimere attraverso i suoi vini, sono il punto focale del progetto.

Per raccontare di Quartomoro dobbiamo partire da Piero Cella, enologo-vignaiolo innamorato della vite e della Sardegna... qui ha imparato il mestiere di famiglia, prima di collaborare con l'uomo che ha "rilanciato" il vino sardo, Giacomo Tachis, per poi firmare i vini di alcune importanti cantine, dal taglio moderno di Mesa, ad un pezzo di storia come Contini (di cui ho già scritto, in merito alla sua superba Vernaccia), prima di tuffarsi insieme a Luciana Basso in una nuova e ambiziosa avventura che coinvolge tutta l'isola dei quattro mori.

Quartomoro di Sardegna é una piccola cantina con sede ad Arborea in provincia di Oristano (paese che diede i natali a mia madre..), qui Piero sperimenta, unisce tecnica e tradizione, lavoro e passione, con lo scopo ultimo di ottenere vini, espressione della terra e della cultura sarda, nel rispetto dell'ambiente e della biodiversità che questo territorio unico sa esprimere, intervenendo il meno possibile sia in vigna che in cantina. Conoscenze, esperienza, passione e dedizione confluiscono nel progetto Òrriu che "ha l’ambizione di recuperare la tradizione vinicola della Sardegna intrecciandola al presente"... un intreccio tra passato e presente, tra uomini e territorio, tra lavoro e cultura. 

Si vogliono quindi andare a scovare e valorizzare "le perle viticole"... un'idea definita "Memorie di Vite", un viaggio in terra sarda alla ricerca delle vigne più vecchie, dei vitigni autoctoni, dei vignaioli autentici... un viaggio nella memoria storica attraverso i racconti dei contadini più anziani. Un progetto che attraverso il vino vuole racchiudere e portare sulle nostre tavole storia, cultura, personaggi e tradizioni della viti-cultura sarda.

Sempre in continua evoluzione e ricerca, Piero vinifica 5 quintali per tipo di uva, provenienti dai vecchi vigneti delle aree più vocate, vigne ad alberello senza irrigazione, vigne a piede franco gestite sempre dallo stesso contadino. Il Carignano di S. Antioco (CI), il Cagnulari di Usini (SS), il Bovale spagnolo di Terralba (OR), il Nuragus del Basso Campidano (CA), ma anche il Moscato, la Malvasia di Bosa, il Cannonau di Mamoiada, il Monica di Dolianova, la Vernaccia e il Vermentino. Un vero e proprio viaggio da nord a sud con l'obbiettivo ultimo di proporre vini unici ed espressivi. Qui "la mano dell'enologo" é decisamente essenziale, é l'uva che deve parlare, quindi il raccolto non é mai tardivo, si utilizzano lieviti neutri, l'uso della solforosa é limitato, la maturazione avviene solo in acciaio inox (circa 6 mesi) con imbottigliamento precoce e filtrazione leggera. 

Nella vasta (quanto numericamente limitata) proposta di Quartomoro spicca sicuramente il brut metodo classico, che ha ottenuto anche alcuni importanti riconoscimenti, mentre il vino che oggi vado ad assaggiare é denominato semplicemente CGN (così come gli altri vini NRG, BVL, CRG ecc...) dove la sigla della piccola ed essenziale etichetta, sta ad indicare la tipologia di uva utilizzata. Nel mio caso CGN sta per Cagnulari, vitigno tipico della regione del Coros, nel nord dell'isola, in provincia di Sassari. Particolare la bottiglia "panciuta" in vetro scuro e il tappo metallico a corona, un design innovativo e dal gusto moderno, per una versione aggiornata delle bottiglie di una volta.
 
Stappo con almeno un’oretta di anticipo... ero un po’ prevenuto, temevo di ritrovarmi nel bicchiere un vino in stile “Tanca Li Cati” stappato qualche mese fa e prodotto da quell’anarchico di un vignaiolo che é  Gianfranco Manca. Vino torbido e dalla marcata acidità volatile… ed invece quando ho stappato nessuno scherzo, a dimostrare che l’esperienza sul campo di un enologo come Piero Cella ha la sua importanza, anche quando si producono vini “figli” della vigna e senza trucchi in cantina. Già alla vista il vino risulta snello, non troppo concentrato e di bella pulizia nelle sua tinta rubino pastello. Una piacevole sensazione di semplicità. Anche al naso fila via liscio, la classica "puzzetta" che ogni tanto ritroviamo nei vini "natur" é presente ma in maniera molto lieve, quasi sottotraccia, fino a scomparire del tutto nel bicchiere del giorno dopo. Spesso in Sardegna troviamo vini dalle tinte forti, potenti, concentrati, ricchi di zuccheri e dalla gradazione alcolica elevata... questo CGN invece punta sul carattere ma anche su una buona eleganza e leggerezza, quasi non ti accorgi dei suoi 13.5%vol. Si beve con grande piacere soprattutto a tavola, grazie ad un'ottima attitudine alimentare, alla sua scorrevolezza e alle sue note varietali, dove la protagonista é prima di tutto l'uva fresca, contaminata da tutto quello che gli sta intorno, erbe, fiori, terra... quasi a ricordare la semplicità dei vini di una volta, del buon bicchiere quotidiano.

Un vino interessante nella sua essenzialità... che merita sicuramente l'attenzione degli appassionati... sia per chi va alla ricerca di un vino originale e non omologato, sia per chi ama i vini di territorio. Di sicuro merita un plauso Piero Cella, abile enologo che ha voluto rimettersi in discussione per la sua amata Sardegna. Potete trovare il CGN qui per poco più di 15 euro... non sono poi molte per un viaggio nella viticoltura sarda meno conosciuta. Applauso. Lunga vita al progetto di Quartomoro sempre in evoluzione.

lunedì 1 aprile 2013

QUINTA SOMMINISTRAZIONE... LA MANO DELL'ENOLOGO

Prosegue con mio sommo piacere la rubrica Passaggi Etilici in collaborazione con l’enoteca Avionblu. La formula é sempre la stessa... Andrea mi propone un trittico di vini da assaggiare e raccontare, partendo da un argomento, uno stimolo, un'idea... un punto di incontro che li unisce nelle loro grandi e piccole differenze. 

Questa volta saranno ben cinque gli assaggi, per affrontare una figura importante come quella dell'enologo, ruolo da "dietro le quinte", ma spesso fondamentale nella realizzazione del vino. Cinque bottiglie per cinque tipologie di enologi differenti. 

Il Montevetrano, mono-vino di Silvia Imparato (che proprio in questo periodo sta uscendo con il suo secondo vino), firmato da Riccardo Cotarella, che ha timbrato alcuni dei più famosi vini italiani. Il wine-maker, il consulente di cantina, colui che grazie alle sue indicazioni, dispensa consigli e indicazioni, il giramondo, colui che pianifica la nascita di nuove cantine insieme ai proprietari per garantirne il successo. Il Michel Rolland di Mondovino made in Italy. Curriculum da paura, premi internazionali, uomo copertina....Personaggio in grado di influenzare lo stile e i "numeri" di diverse cantine. Se persone così influenti siano un bene o un male dipende dai punti di vista, di sicuro hanno ridato lustro internazionale all'Italia del vino, rivalutato terreni e vigne poco vocate trasformando quelle uve in oro, le cantine che si avvalgono delle sue competenze, si fregiano di una firma importante ed influente, che garantisce attenzione mediatica, premi, riconoscimenti e conseguentemente l'aumento dei prezzi dei loro vini. 

Di contro questo ha portato all'emolazione di molti produttori, nel tentativo di produrre vini simili e quindi facili da vendere. Penso al successo internazionale di Supertuscan da lui firmati (Solaia in primis). E così abbiamo visto l'esplosione del taglio bordolese, il connubio italo-francese, tanto che anche in terroir vocati abbiamo assistito all'espianto del Sangiovese per lasciare spazio a Cabernet e Merlot, in cantina via le vecchie grandi botti e spazio alle barriques ecc... per non parlare dei "trucchi" di cantina, alla ricerca di vini che puntano a raccogliere il consenso internazionalità perdendo in territorialità.

Da Cottarella a Salvo Foti, passionale enologo che porta nel cuore il suo territorio. Non un consulente giramondo che dispensa ricette, ma un profondo conoscitore di un preciso terroir, un'idea di vino che parte dalla valorizzazione della vigna e dal recupero delle tradizioni, lavorando in sincrono con il vignaiolo, avendo lo scopo di ottenere vini caratteristici in grado di esprimere al meglio il territorio. Foti é il protagonista della salvaguardia, del recupero e della rinascita, della cultura vitivinicola della Sicilia orientale. Vecchie vigne ad alberello, uve autoctone, piccoli produttori, artigianalità, ricerca... le conoscenze e la tecnica enologica come valore aggiunto.... Scopriremo il suo lavoro assaggiando il Rosso della sua azienda agricola, ovvero "I Vigneri", che ingloba anche diversi piccoli vignaioli del "vulcano". 

Poi ecco l'enologo di se stesso, o meglio l'anti-enologo, il produttore fai da te, il vignaiolo che non si avvale di alcuna consulenza e segue personalmente tutto il processo produttivo, dalla cura della vigna al lavoro in cantina. Produzione legata al territorio e all' idea di vino del suo vignaiolo, a volte legata alle tradizioni, altre volte originale ed anarchica nella tecnica produttiva, nella scelta dei nomi, degli assemblaggi ecc... Scopriremo Mattia Filippi, dolomitico viticoltore errante, attraverso il suo visionario Cabernet "Under the Sky"...

Giusto per non farci mancare nulla, torneremo anche in Sardegna regione alla quale abbiamo dedicato un focus in passato. Terra ricca di biodiversità anche tra i produttori... e così dalla cantina "5 stelle" di Santadi a quell'anarchico di Gianfranco Manca, oggi andiamo da Quartomoro, piccola cantina in continua evoluzione gestita da Piero Cella e Giuliana Basso. Piero si appassiona al vino grazie al padre enologo e oggi porta avanti questo interessante progetto di recupero e valorizzazione degli autoctoni vitigni sardi, anche quelli meno conosciuti e salvati dall'estinzione. Cantina artigianale e uve recuperate da contadini che gestiscono vigne vecchie di oltre 40/50 anni. 

Assagerò il suo vino a base Cagnulari, vitigno autoctono situato nella regione del Coros in prov. di Sassari, oggi abbandonato da molti produttori, tanto che gli ettari vitati sono solamente 260. Piero ne produce solo 600 bottiglie con l'obbiettivo di ricavarne non solo un vino, ma realizzare "il viaggio, il sogno, il progetto di valorizzazione di perle viticole, il progetto di valorizzazione di vitigni autoctoni della Sardegna... un percorso attraverso le vigne più vecchie della Terra Sarda, attraverso i racconti appassionati e appassionanti di anziani vignaiuoli, che hanno, della vita e del lavoro in vigna, una visione per noi degna di grande rispetto, rispondente spesso ai nostri ideali." (cit.)

Concludiamo il nostro viaggio "enologo" con un bianco, ovvero lo Chardonnay
di Villa Angarano, strepitosa villa palladiana accerchiata dai vigneti in quel di Breganze. Oggi la proprietà é nelle mani delle cinque sorelle Bianchi Michiel che gestiscono una cantina nel segno della qualità, tecnologia ed innovazione. 8 ettari di vigneti nelle mani dell'enologo Marco Bernabei, figlio di Franco anch'esso enologo di successo in terra toscana, valorizzando e "modernizzando" il Sangiovese (quel gran vino che é il Flaccianello della Pieve porta la sua firma). Oggi la famiglia Barnabei gestisce questo progetto denominato Enoproject, ed offre la propria consulenza ad una trentina di cantine. Nasce così lo Chardonnay Ca' Michiel, un bianco barricato dal taglio moderno, figlio di un progetto enologico che guarda al futuro.
 
Cosa ne pensate? Quale impronta enologica preferite? Che stile di vino amate? Quali le differenze tra un consulente girovago, un enologo che conosce la sua terra come le sue tasche e un vignaiolo fai da te?? Sicuramente tante... cuore e denaro il vino é anche bussness e chi può permettersi di investire denaro lo fa... avvalersi di un grande enologo é come per una squadra acquistare un grande allenatore... l'obbiettivo é il successo.... Restate sintonizzati su Simodivino e Avionblu per leggerne delle belle... nel frattempo vi consiglio di esplorare l'argomento attraverso l'ottimo libro di Corrado Dettori "Non é il vino dell'enologo". Maledetta primavera...

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Il solito grande classico di fine anno... puntuale come il mercante in fiera, eccovi la playlist di questo 2015...

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...ritroverete in questo sorso di Gattinara un vino autentico… Il collegamento imprescindibile di vigna, uomo e terra.

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Ancora Crealto, ancora un grande vino... prendetemi alla lettera, la loro Barbera affinata in terracotta è una chicca che sorprende e affascina...

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"Per noi acquistare una bottiglia di vino, significa acquistare consapevolezza e sapere, oltre che la gioia di godere di un vino come poesia"

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Se avete passato uggiosi pomeriggi a consumare i vinili di Joy division, The Cure, Siouxsie and the Banshees, Bauhaus... non potete rimanere indifferenti al pinot nero di Voltumna.

VB1 VERMENTINO 2010 - Riviera Ligure di Ponente D.O.C. - Tenuta Selvadolce

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Uno dei migliori assaggi della Riviera Ligure di Ponente... uno di quei casi in cui è il vino nel bicchiere che parla (...anche al posto del vignaiolo...)

ALTEA ROSSO 2012 - Sibiola I.G.T. - Altea Illotto

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Serdiana prov. di Cagliari, a pochi metri da dove nasce il vino status symbol dell'enologia sarda, troviamo una bella realtà di bio-resistenza contadina...

RIBOLLA GIALLA 2013 - I.G.P. delle Venezie - I Clivi

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Una ribolla che è un soffio di vento... lontani anni luci dai bianchi "tamarrosi" a pasta gialla, tropicalisti, dolciastri, bananosi e polposi.

BARBARESCO CURRA' 2010 - D.O.C.G. - Cantina del Glicine

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...piccola, artigianale, familiare, storica… un passo indietro nel tempo... la bottiglia giusta per l'autunno che verrà...

FIANO DI AVELLINO 2012 - D.O.P. - Ciro Picariello

FIANO DI AVELLINO 2012 - D.O.P. - Ciro Picariello
Niente enologo, niente concimi, approccio artigianale e tanta semplicità affinché il vino possa esprimere al meglio il territorio. Se dici Fiano, Ciro Picariello è un punto di riferimento assoluto.

DOS TIERRAS 2011 - Sicilia I.G.T. - Badalucco de la Iglesia Garcia

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...una fusione eno-culturale vincente, un vino che intriga, incuriosisce e si lascia amare, un vino del sole e della gioia, della bellezza territoriale e popolare che accomuna Spagna e Sicilia.

RENOSU BIANCO - Romangia I.G.T. - Tenute Dettori

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...quello che entusiasma del Renosu Bianco è tutto il suo insieme, dalla sua naturalità alla sua originalità, mantenendo una piacevole semplicità nel sorso...

CINQUE VINI, TRE SORELLE, UN TERRITORIO > TUTTI I ROSSI DEL CASTELLO CONTI... IL POST DEFINITIVO

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Conosco e bevo "Castello Conti" da alcuni anni, e provo una profonda ammirazione per i loro vini e per il lavoro "senza trucchi" di Elena e Paola. Da una recente visita con degustazione presso la loro cantina di Maggiora, é nata una sorta di collaborazione appassionata, che mi ha permesso di gustare l'intera produzione di rossi del Castello, che oggi in questo mega-post ho il piacere di raccontarvi alla mia maniera...

ACQUISTI IN CANTINA... A VOLTE I CONTI NON TORNANO !!

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da "Le vie del vino" di Jonathan Nossiter... < - In cantina questo Volnay, che qui é a 68 euro, ne costa più o meno 25. Quindi non sono i De Montille ad arricchirsi. Ma quando arriva a Parigi o a New York, il vino costa almeno il doppio che dal produttore. - Quindi per noi che abitiamo in Francia val la pena di andare a comprare direttamente da lui. - Si in un certo senso, il ruolo dell'enoteca in città è quello di aprirti le porte per farti scoprire il tuo gusto personale, e di esserti utile quando hai bisogno di qualcosa rapidamente. Poi spetta a te stabilire una relazione diretta con il produttore >

NON STRESSATECI IN ENOTECA !!

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...Anche se sono un po’ più giovane e indosso il parka con le pins non significa che entro per mettermi sotto il giubbotto le bottiglie di Petrus fiore all’occhiello della vostra enoteca, quindi evitate di allungare il collo o sguinzagliarmi alle spalle un commesso ogni volta che giro dietro allo scaffale.