lunedì 13 aprile 2015

CAREMA RISERVA 2009 - D.O.C. - Cantina Produttori Nebbiolo di Carema

"il vino di Carema, col suo gusto inimitabile di sole e di pietra, che si infila nella dolcezza amarognola del Nebbiolo"... da Vino al Vino (Mario Soldati)


"Dove andiamo male è nella distruzione del paesaggio vegetale e architettonico. Perché, i caremesi, sembra che non abbiano capito il segreto del loro vino". Così scriveva Soldati nel '68, durante il suo primo viaggio alla ricerca dei vini genuini. Vero, ma fortunatamente c'è chi si è preso cura dei pochi ettari rimasti, ha evitato la scomparsa di questa D.O.C. storica e ha preservato un paesaggio unico accudito con tanta fatica, caratterizzato da terrazzamento a secco con le vigne "arrampicate" su pergolati sostenuti da pilastri in pietra.

Questo il lavoro di una delle più belle cantine sociali, ovvero la Cantina Produttori Nebbiolo di Carema, fondata nel 1960 da un gruppo di dieci agricoltori di Carema, e che oggi conta un'ottantina di soci, coltivatori part-time di piccoli appezzamenti, molti dei quali con un'età vicina ai sessant'anni, più che mai in questo caso, possiamo parlare di "viticoltura eroica". Questo rende ancora più affascinante il vino di Carema e la sua piccola D.O.C., ne innalza ulteriormente il suo valore storico, ne valorizza un patrimonio unico, anche se inevitabilmente, la mancanza di un ricambio generazionale può rilevarsi un serio problema in futuro. Servono sicuramente nuove forze e forse qualche viticoltore che abbia a cuore il nebbiolo di Carema e decida di investire in questo territorio, senza ovviamente stravolgerlo, permettendo a noi appassionati di continuare ad apprezzare questo "piccolo" grande vino.

Al momento godiamoci, questa sottovalutata eccellenza dell'alto Piemonte, al confine con la Valle d'Aosta, figlia di una storia millenaria contraddistinta dall'autenticità del luogo, del nebbiolo e dei suoi coltivatori. E tornando al Soldati, di Vino al Vino e alle sue giustificate critiche mosse alle cooperative e cantine sociale visitate, autentiche industrie del vino, solo alla Sociale di Carema riserva parole di elogio..." La Sociale è stata fatta; ma con tanta serietà, con tanta cura e scienza, che il vino di Carema, oggi supera quello di una volta: caso più unico che raro.".

Il vino che vado letteralmente a scolarmi, é la riserva etichetta bianca del 2009, a cui assegno il premio, per la più bella etichetta mai vista su una bottiglia prodotta da una cantina sociale. Il Carema Riserva, come riportato nella retro-etichetta, necessita di almeno tre anni di affinamento in botte grande e un anno in bottiglia. Quindi un caratteristico nebbiolo di montagna nel segno della tradizione, tanta fatica, tanto lavoro manuale, un lungo invecchiamento per un vino che mi é costato l'incredibile cifra di 13euro.... forse anziché Cantina Produttori, dovrebbero farsi chiamare Cantina Volontari del Nebbiolo di Carema... Indubbiamente il miglior vino in rapporto qualità/prezzo entrato nella ma cantina...

Permettetemi di scomodare (ultima volta per oggi, lo giuro), Mario Soldati... "il vino di Carema, col suo gusto inimitabile di sole e di pietra, che si infila nella dolcezza amarognola del Nebbiolo". Semplicità poetica che racchiude l'essenza di questo vino. Rubino brillante che sfuma nel granato, meno scarico di quanto mi aspettassi, ma snello, leggero e trasparente come mi aspettavo. Naso tenue, per nulla invasivo e privo di sovrastrutture, il carattere "scarnificato" del nebbiolo di montagna, la tensione minerale della roccia e della pietra, i richiami floreali, le spezie pungenti, gli accenni balsamici, il frutto appena accennato, vivo e croccante, che non muore mai nell'appiccicosa sensazione della maturazione spinta. Beva struggente e nostalgica, mai piegata alle mode nella sua dinamica spigolosità, nel nerbo acido, nella trama tannica adolescenziale, nella freschezza del sorso. Rigoroso ma equilibrato, quasi saggio, a ricordare i gentiluomini piemontesi di una volta. Semplicemente una bontà.


Un vino che non riuscirei mai a bere in qualche wine-bar milanese, ma che vorrei sempre sorseggiare mentre ascolto Johnny Cash  che coverizza chitarra e voce Hurt dei Nine Inch Nails.

Merita acquisti scellerati per conservarne quante più bottiglie possibili in cantina, e coglierle nel corso degli anni. Con il senno di poi ho stappato un po' prematuramente, ma é un vino di alta godibilità, bevuto anche giovane e fresco. Vero, sinceo e territoriale... un augurio di lunga vita al nebbiolo di Carema, purchè riesca a mantenere quel suo "gusto inimitabile di sole e di pietra".

CAREMA RISERVA 2009 - D.O.C. - Cantina Produttori Nebbiolo di Carema

"il vino di Carema, col suo gusto inimitabile di sole e di pietra, che si infila nella dolcezza amarognola del Nebbiolo"... da Vino al Vino (Mario Soldati)


"Dove andiamo male è nella distruzione del paesaggio vegetale e architettonico. Perché, i caremesi, sembra che non abbiano capito il segreto del loro vino". Così scriveva Soldati nel '68, durante il suo primo viaggio alla ricerca dei vini genuini. Vero, ma fortunatamente c'è chi si è preso cura dei pochi ettari rimasti, ha evitato la scomparsa di questa D.O.C. storica e ha preservato un paesaggio unico accudito con tanta fatica, caratterizzato da terrazzamento a secco con le vigne "arrampicate" su pergolati sostenuti da pilastri in pietra. (CONTINUA)

CINQUE VINI, TRE SORELLE, UN TERRITORIO > TUTTI I ROSSI DEL CASTELLO CONTI... IL POST DEFINITIVO



Conosco e bevo "Castello Conti" da alcuni anni, e provo una profonda ammirazione per i loro vini e per il lavoro "senza trucchi" di Elena e Paola. Da una recente visita con degustazione presso la loro cantina di Maggiora, é nata una sorta di collaborazione appassionata, che mi ha permesso di gustare l'intera produzione di rossi del Castello, che oggi in questo mega-post ho il piacere di raccontarvi alla mia maniera... Praticamente cinque post in un uno... quindi mettetevi comodi e buona lettura, giusto il tempo di accompagnarla ad una buona bottiglia e un buon disco... (se avete in cantina qualcosa del Castello Conti sarebbe il massimo...) (CONTINUA)

PRULKE 2009 - Venezia Giulia I.G.T. - Zidarich

Il Prukle di Zidarich suona letteralmente "rock". Vino più che mai figlio delle pietre, della roccia carsica, del vento e anche del mare.



Torno in Friuli e sui bianchi macerati, precisamente in quella terra di confine conosciuta come Carso, che in questi ultimi anni, sembra aver focalizzato l’attenzione degli eno-appassionati a discapito del Collio. A me delle tendenze non mi importa molto, adoro i vini del Collio, così come quelli del Carso, vini che intrigano per un carattere distintivo unico, che li rende particolari, originali, espressivi, autentiche cartoline enoiche di un territorio unico e ricco di mistero. (CONTINUA)

RENOSU ROSSO - Romangia I.G.T. - Tenute Dettori

...rotondo, succoso e sanguineo, davvero godereccio ed amabile, sicuramente originale, ed espressione a tutto tondo del mio personale concetto di vino "naturale" e artigianale.



La Sardegna rappresenta un contesto vitivinicolo unico e Tenuta Dettori ne é la conferma, la sua migliore espressione. Ogni volta che incontro Alessandro Dettori alle fiere, é per me un obbligo fermarmi ad assaggiare il trittico di cannonau Tuderi-Tenores-Dettori... Così l'altra sera mentre mi trovavo a cena nella piccola osteria di Nerito Valter a Cantello (VA), non ho avuto dubbi sulla scelta del vino, quando in fondo alla lista ho scovato il Renosu Rosso. Cos'altro posso aggiungere io, semplice appassionato bevitore, che non sia già stato scritto su questa cantina, diventata punto di riferimento indiscusso tra i produttori artigianali e "naturali" (CONTINUA)

PINOT NERO 2008 - Vigneti delle Dolomiti I.G.T. - Dalzocchio

...il calore umido di un bosco autunnale, una rinfrescante ventata invernale, i profumi dei campi in primavera, la solare dolcezza di un giorno d'estate.


Tendenzialmente preferisco le voci “fuori dal coro”, ma in questo caso non posso che allinearmi alla lunga schiera di estimatori che Elisabetta Dalzocchio si é guadagnata sul campo, a colpi di Pinot Nero. Soprattutto non posso esimermi (per quanto superfluo possa essere il mio apporto alla causa) dal rinforzare a gran voce il coro dei "fedeli", devoti al suo vino. (CONTINUA)

Editoria > VINI E VINILI... 33 giri di rosso

Giusto un'annetto fa dedicavo un post al bel librone di Federico Graziani e Marco Pozzali intitolato Grandi Vini d'Italia, per il semplice fatto che pochi eno-blogger avevano riposto la giusta attenzione ad un volume che meritava attenzione. Torno oggi a scrivere di editoria enoica, e lo faccio fondamentalmente per il medesimo motivo... Poteva un indie-wine-blogger's come Simo diVino, non dedicare un post alla fatica cartacea di Maurizio Pratelli "Vini e Vinili"? (dopo tutto sono o no l'unico eno-blogger che ha avuto l'accortezza di deliziare le vostre letture enoiche con le musiche di Fugazi, Pavement e attualmente i Deus??).

Sono sicuro che dall'altra parte dello schermo sono tanti i wine-rockers che aspettavano un volume in grado di unire due rami della cultura così emotivamente forti e fragili come il vino e la musica (entrami d'autore). Personalmente sono anni che cerco di mettere insieme le mie passioni ed esperienze in ambito vino-musica come a fatto Maurizio Pratelli, e ogni tanto a fine post qualche abbinamento musicale non manca (ad esempio Il Pigro de La Marca di S.Michele con Kid A/Amnesiac dei Radiohead), ragion per cui la mia prima sensazione vista la copertina, può essere semplificata con il termine "invidia". (CONTINUA)

3 PACCHE SULLA SPALLA!! STAPPATI 2014.... ECCO LA PLAYLIST!!

Uno sguardo al passato per affrontare il futuro. Il 2015 enoico a Simo diVino parte da qui, con i doverosi auguri di buon anno. Come ho già fatto negli anni passati, mi diverto a riassumere in un piccolo "The best of....", le più interessanti "stappate" dell'anno appena trascorso prendendo in considerazione solo le bottiglie recensite su questo blog. Non si tratta di una classifica e non ha pretese esaustive, non ho tenuto conto di assaggi volanti, fiere mercato e tavolate gogliardiche. Diciamo che si tratta di una selezione dei vini assaggiati dalla prima all'ultima goccia, vini di cui ho potuto farmi un'idea precisa e per molti di essi parlarne anche con i produttori. Probabilmente non si tratta nemmeno dei più buoni in assoluto (diciamo a livello organolettico), ma quelli che per un'insieme di motivazioni mi hanno maggiormente convinto e coinvolto. Eccovi i 10 che hanno segnato l'anno appena trascorso. (CONTINUA)

MONTHELIE 1er CRU SUR LA VELLE 2008 - Appellation Monthelie 1er Cru Contrôlée - Eric de Suremain-Château de Monthelie

Borgogna biodinamica... scavare tra le appellations minori, alla ricerca di eccellenze territoriali, senza svuotare il portafoglio.



Archiviato il trittico di banchetti natalizi tra il 24 e il 26 dicembre, il post di chiusura per questo 2014, non poteva che essere dedicato a quanto bevuto durante le feste. Eviterò di tediarvi con il solito resoconto per ostentare i cimeli calati sulla tavola imbandita, ma mi soffermerò su un unico vino, che più degli altri ha destato il mio interesse e che finalmente porta un neofito, come il sottoscritto, ad approcciare a quel complesso quanto affascinante luogo del vino che porta il nome di Borgogna. (CONTINUA)

CHIANTI CLASSICO 2010 - D.O.C.G. - Monteraponi

...contemporaneamente così estivo e così autunnale, sorridente e malinconico, una sgargiante t-shirt dai colori vivi e un pantalone di velluto, una passeggiata tra i ciliegi in fiore e nel sottobosco a raccogliere funghi e castagne.


Non sono mai stato troppo afferrato sugli abbinamenti cibo-vino e viceversa... l'importante é che siano entrambi di qualità... ma almeno quelli più classici e se vogliamo scontati riesco ad azzeccarli, così l'altra sera con due fiorentine da addentare (o presunte tali, perché dopo averle acquistate qualche anno fa all' Antica Macelleria Falorni di Greve in Chinati, ho sempre la sensazione che qui a Varese le fiorentine non esistano... ), non ho potuto fare a meno di berci sopra un Chianti Classico. Se l'abbinamento é scontato, meno lo é trovare il Chianti giusto, in una denominazione sfaccettata e ricca di sottozone, milioni di bottiglie e diverse interpretazioni, tra le quali non é sempre facile destreggiarsi e che spesso assecondano i palati dei numerosi acquirenti d'oltreoceano. Scavare alla ricerca di quella bottiglia che riesce in qualche modo ad entusiasmarmi attraverso un approccio artigianale e tradizionale non é sempre facile e a volte bisogna andare per tentativi. (CONTINUA)

GRECO DI TUFO 2012 - D.O.C.G. - Pietracupa


Tra le migliori interpretazioni del vitigno... quando in un sorso dal prezzo "pop" troviamo terroir, complessità e bevibilità, pollice all'insù sempre.




Ero un po’ indeciso se scrivere o meno di questo vino e per un semplice motivo… negli ultimi anni si è già parlato e scritto talmente tanto di Pietracupa, che ogni winelovers ormai conosce a memoria i loro vini. Detto questo, mi rendo perfettamente conto che questo post per molti di voi non rappresenta un inno alla novità e alla scoperta, ma senza alcun tipo di pregiudizio, mi diletto a scrivere le mie eno-esperienze, anzi, a volte è interessante parlare di vini arcinoti, per capire se fama e gloria sono meritate anche da chi (come il sottoscritto) non sempre si affida ai giudizi di alcuni blasonati eno-giornalisti. E poi diciamocelo… in tempi duri (vedi il post dei vini sotto le 20 euro) è sempre bene consigliare ai bevitori meno informati, bottiglie che danno sicurezza, che si possono comprare a scatola chiusa, certi del loro ottimo e costante rapporto qualità/prezzo. (CONTINUA)

BRAZAN 2001 (140 mesi) - Collio Goriziano D.O.C. - I Clivi


Il Tocai 140 mesi de I Clivi... la "naturale" classe di un vino con la stoffa del campione...



Durante una delle poche giornate assolate di questa estate uggiosa (almeno qui al nord), mi sono recato per un paio di giorni a girovagar nel Collio, in transito direzione ex Jugoslavia. Quando é stato il momento di scegliere a quale porta (o meglio cantina) andare a bussare non ho avuto dubbi... Sono così riuscito a prendere appuntamento con Ferdinando Zanusso de I Clivi, e mi sono immerso in uno spettacolare anfiteatro di vigneti in località Gramogliano a Corno di Rosazzo, una manciata di chilometri a nord di Cormons, considerata la capitale enologica del Collio. Ho così passato un paio d'ore con Ferdinando sotto il portico della sua bella cascina ristrutturata, situata sopra la cantina e soprattutto in cima ad una collina da cui si gode una delle più belle viste della zona. (CONTINUA)

SASSI SOLIVI 2009 - Sassella Valtellina Superiore D.O.C.G. - Coop. Agr. Triasso e Sassella

Quello che ti aspetti e vorresti sempre trovare in un vino di montagna.


L'arrivo delle prime giornate tipicamente autunnali e la prima accensione della caldaia, impone (almeno in parte) l'abbandono dei bianchi estivi, per trovare un sicuro rifugio nell'amato nebbiolo. Fuori fa freschino, il cielo é grigiastro e faccio un po' di palestra "menando" polenta... nel frattempo (ci vuole almeno un'oretta) accompagno i ripetuti assaggi da mestolo, con sorsi di una piccola quanto preziosa chicca valtellinese, figlia di un acquisto di un paio d'anni fa alla Terra Trema. Assaggiato, piaciuto e comprato, ho ritrovato stasera un entusiasmante (quanto ancora poco conosciuto) nebbiolo di montagna, nella sua espressione più tipica. (CONTINUA)

ACQUISTI IN CANTINA... A VOLTE I CONTI NON TORNANO



Comprare il vino direttamente dal produttore e poi ritrovarselo in enoteca ad un prezzo inferiore... non vi sembra che non tornino i conti?? E tutto il discorso della filiera corta? Cosa ne pensate?
Perché un vignaiolo che si dimostra eticamente corretto nel "fare" non lo é anche nel "vendere"? Perché ricaricare su un appassionato che ti ha chiesto 6 bottiglie e si é sobbarcato un viaggio per il piacere di stringerti la mano e ammirare il grande lavoro che fai? (CONTINUA)

LA MIA MEGLIO GIOVENTU'...MUSICA E VINO...DUE STRADE, TANTI INCROCI, UNA SOLA PASSIONE



Il primo amore non si scorda mai e allora se la memoria non mi gioca brutti scherzi, devo tornare a quando avevo 12 anni, vergognosamente davanti allo specchio con il "battipanni" in versione finta chitarra elettrica, mentre canto Welcome to the Jungle in playback. Ascoltavo ovviamente musica anche prima, ma il 1988 é stato per me e per molti miei compagni di avventure una specie di "anno zero", in quanto riscatto (soprattutto culturale) di una generazione uscita spompata dalla devastante epopea dei paninari e del Festivalbar. (CONTINUA)

NON STRESSATECI IN ENOTECA !!

...Anche se sono un po’ più giovane e indosso il parka con le pins non significa che entro per mettermi sotto il giubbotto le bottiglie di Petrus fiore all’occhiello della vostra enoteca, quindi evitate di allungare il collo o sguinzagliarmi alle spalle un commesso ogni volta che giro dietro allo scaffale.


Non so che rapporto avete cari internauti con gli acquisti, io personalmente (a parte la spesa per casa) pessimo. Devo ammetterlo, acquistare direttamente su internet, senza dover sgomitare con decine di persone che nello shopping hanno il loro hobby preferito, è molto più rilassante, a volte anche conveniente, ma spesso ci rimane il dubbio di una potenziale fregatura e purtroppo questo vale anche per l’acquisto di vino. Gli eno-shop on-line sono ben riforniti e con prezzi interessanti, ma sappiamo come sono conservate le bottiglie? Arriveranno integre?? E se c’è qualcosa che non va o il corriere non mi trova a casa??

Prezzo a parte meglio andare direttamente in enoteca… ad appassionati e fanatici del vino, piace passare parecchio tempo al loro interno…perdersi tra migliaia di bottiglie e decine di annate differenti… e magari ci scappa pure un assaggio gratuito.. (CONTINUA)