martedì 27 gennaio 2015

PINOT NERO 2008 - Vigneti delle Dolomiti I.G.T. - Dalzocchio



...il calore umido di un bosco autunnale, una rinfrescante ventata invernale, i profumi dei campi in primavera, la solare dolcezza di un giorno d'estate. 


Tendenzialmente preferisco le voci “fuori dal coro”, ma in questo caso non posso che allinearmi alla lunga schiera di estimatori che Elisabetta Dalzocchio si é guadagnata sul campo, a colpi di Pinot Nero. Soprattutto non posso esimermi (per quanto superfluo possa essere il mio apporto alla causa) dal rinforzare a gran voce il coro dei "fedeli", devoti al suo vino.


Fatevi un giro sul web, per capire come più o meno tutti hanno già entusiasticamente raccontato di questo Pinot Nero. Per quanto personali e soggettive siano le impressioni che il vino suscita in ognuno di noi, posso dire che tutto quello che i miei “colleghi” bloggaroli hanno scritto, è riscontrabile e "appoggiabile". E' quindi corretto definire questo Pinot Nero 2008 un vino delicato, fine, elegante, grazioso. Fragoline e fiori appassiti, violette, rose... una beva invidiabile, magra e “scivolosa”, lunga, con mineralità rinfrescante, tannino fine e palato pulito. Un vino apparentemente semplice nella sua complessità, dove il carattere marcatamente femminile, non nasconde nella sua naturalità, il territorio di provenienza e il suo animo contadino, attraverso note più "umide" e "rocciose", humus, sottobosco, terra bagnata, corteccia, erba. E' un vino in continua evoluzione e i profumi della montagna sono qui concentrati... il calore umido di un bosco autunnale, una rinfrescante ventata invernale, i profumi dei campi in primavera, la solare dolcezza di un giorno d'estate. 


Fidatevi quando leggerete quanto è “buono” questo vino, perché  posso garantire e (mi voglio rovinare) metterci le mani sul fuoco... é vino tridimensionale che non sfigura affatto in squadra con alcuni "Noir" de la Bourgogne. 


Non avrebbe senso chiudere qui, raccontarvi un grande vino senza parlare del suo vignaiolo. Qualche anno fa in quel di Fornovo a Vini di Vignaioli (probabilmente la miglior fiera dedicata al vino che abbiamo in Italia), appena entrato mi fermo a far spesa da Pacina, prima di avvistare poco più avanti, la figura minuta dalla chioma arruffata di Elisabetta Dalzocchio, che se ne sta li sola soletta con il suo unico vino, che nella consueta bolgia di Fornovo (e chi c’è stato sa di cosa parlo), mi fa quasi pensare che il suo vino non se lo fila nessuno, il che mi pare strano, ma voglio approffittarne. Vado deciso da lei, dico ciao, dico che tanto e bene ho sentito parlare del suo vino e per questo lo vorrei assaggiare, dico che mai ho avuto la fortuna di provarlo fino ad allora, non dico bugie. 


Deve essere suonato come un complimento, tant’è che Elisabetta inizia subito a raccontare in maniera molto emotiva e direi amichevole, la sua bella storia di vignaiola trentina con la passione per il pinot nero. Con timidezza e sorriso sincero, mi racconta di Rovereto, della sua casetta, dei boschi, del piccolo vigneto (2ha) tutto a pinot nero da cui ricava il suo unico vino... non più di 10.000 bottiglie, ma dipende dalle annate. Non enfatizza, non utilizza superlativi per descrivere quella che in realtà é un piccolo gioiello rurale, così incastonato tra l'azzurro del cielo, il verde dei vigneti, il bianco delle cime innevate, la vista sul borgo di Rovereto, la brezza che soffia dal Garda. Tutto merito del papà, ma adesso é lei ad occuparsi della vigna... E' sicura delle sue scelte, sa di aver intrapreso la strada giusta, é soddisfatta e orgogliosa del suo lavoro, del suo vino... ma non é stato facile per lei, commercialista laureata in economia, entrare in sintonia con il territorio, acquisire quella sensibilità contadina che ti permette di interpretare la natura, assecondarla e viverla senza la pretesa di dominarla.


Mi racconta dell'iniziale errore da neofita, che si lascia consigliare dagli asperti, dagli enologi... prodotti per la vigna, prodotti per la cantina, e alla fine nel bicchiere un vino che non ti piace e non ti rappresenta. La svolta dopo una gita alla Romanée-Conti per "imparare" come si produce il più grande Pinot Noir del mondo. Si inizia così ad operare nel rispetto della natura, niente pasticci, basse rese, cetificazione bio, ma soprattutto agricoltura biodinamica, poca solforosa, fermentazioni spontanee, sovescio e preparati in proprio... il microclima e il terreno di origine marina, ricco di fossili e pietre, completano un quadro pedoclimatico ottimale, che porta Elisabetta a produrre non solo un vino di alta qualità e grande personalità, ma a diventare una delle più apprezzate e stimate vignaiole che operano nel segno dell'artigianalità e della tradizione.


Assaggio il 2008 e il 2009, entrambi ottimi, chiedo se posso avere una bottiglia e mi lascio consigliare... mi dice che se avrò la pazienza di aspettare, forse il 2008 potrebbe evolvere meglio... ma chi può dirlo... Quasi si scusa per il prezzo... qui lo vendo a 18 in enoteca però si vende sulle 24 euro... Nessun problema... sgancio 20 euro, si deve impegnare non poco alla ricerca delle monetine necessarie per comporre le due euro del resto... dico di lasiar stare, che non é un problema, ma niente da fare, litiga con il portafoglio fino a quando riesce a recuperare il resto, scusandosi, sottolineando che "quel che é giusto é giusto"... Prima di andare mi dispensa un ultimo consiglio... non finire tutta la bottiglia, avanzane un paio di bicchiere e sentirai il giorno dopo che differenza, infilaci il suo tappo e basta, non usare pompette o altri marchingeni strani, che tra l'altro a me non piacciono, noterai notevoli differenze, secondo me é ancora più buono...


Come darle torto? Come non seguire il consiglio di una madre? Chi può conoscere suo figlio meglio di lei?? E' un vino dalle capacità evolutive incredibili... ed effettivamente Elisabetta aveva ragione, i due bicchieri del giorno dopo sono ancor più spettacolari, smorzati i toni autunnali, il vino si apre verso una assolata giornata primaverile, di quelle che ti mettono il buon umore.


n.b. Per la cronaca, il vino viene invecchiato in fusti di rovere da 228 litri per 18 mesi. Gradazione alcolica del 13%vol. Età delle viti tra i 10 e i 35 anni, con rese di 50ql/ha.

PINOT NERO 2008 - Vigneti delle Dolomiti I.G.T. - Dalzocchio

...il calore umido di un bosco autunnale, una rinfrescante ventata invernale, i profumi dei campi in primavera, la solare dolcezza di un giorno d'estate.


Tendenzialmente preferisco le voci “fuori dal coro”, ma in questo caso non posso che allinearmi alla lunga schiera di estimatori che Elisabetta Dalzocchio si é guadagnata sul campo, a colpi di Pinot Nero. Soprattutto non posso esimermi (per quanto superfluo possa essere il mio apporto alla causa) dal rinforzare a gran voce il coro dei "fedeli", devoti al suo vino. (CONTINUA)

Editoria > VINI E VINILI... 33 giri di rosso

Giusto un'annetto fa dedicavo un post al bel librone di Federico Graziani e Marco Pozzali intitolato Grandi Vini d'Italia, per il semplice fatto che pochi eno-blogger avevano riposto la giusta attenzione ad un volume che meritava attenzione. Torno oggi a scrivere di editoria enoica, e lo faccio fondamentalmente per il medesimo motivo... Poteva un indie-wine-blogger's come Simo diVino, non dedicare un post alla fatica cartacea di Maurizio Pratelli "Vini e Vinili"? (dopo tutto sono o no l'unico eno-blogger che ha avuto l'accortezza di deliziare le vostre letture enoiche con le musiche di Fugazi, Pavement e attualmente i Deus??).

Sono sicuro che dall'altra parte dello schermo sono tanti i wine-rockers che aspettavano un volume in grado di unire due rami della cultura così emotivamente forti e fragili come il vino e la musica (entrami d'autore). Personalmente sono anni che cerco di mettere insieme le mie passioni ed esperienze in ambito vino-musica come a fatto Maurizio Pratelli, e ogni tanto a fine post qualche abbinamento musicale non manca (ad esempio Il Pigro de La Marca di S.Michele con Kid A/Amnesiac dei Radiohead), ragion per cui la mia prima sensazione vista la copertina, può essere semplificata con il termine "invidia". (CONTINUA)

3 PACCHE SULLA SPALLA!! STAPPATI 2014.... ECCO LA PLAYLIST!!

Uno sguardo al passato per affrontare il futuro. Il 2015 enoico a Simo diVino parte da qui, con i doverosi auguri di buon anno. Come ho già fatto negli anni passati, mi diverto a riassumere in un piccolo "The best of....", le più interessanti "stappate" dell'anno appena trascorso prendendo in considerazione solo le bottiglie recensite su questo blog. Non si tratta di una classifica e non ha pretese esaustive, non ho tenuto conto di assaggi volanti, fiere mercato e tavolate gogliardiche. Diciamo che si tratta di una selezione dei vini assaggiati dalla prima all'ultima goccia, vini di cui ho potuto farmi un'idea precisa e per molti di essi parlarne anche con i produttori. Probabilmente non si tratta nemmeno dei più buoni in assoluto (diciamo a livello organolettico), ma quelli che per un'insieme di motivazioni mi hanno maggiormente convinto e coinvolto. Eccovi i 10 che hanno segnato l'anno appena trascorso. (CONTINUA)

MONTHELIE 1er CRU SUR LA VELLE 2008 - Appellation Monthelie 1er Cru Contrôlée - Eric de Suremain-Château de Monthelie

Borgogna biodinamica... scavare tra le appellations minori, alla ricerca di eccellenze territoriali, senza svuotare il portafoglio.



Archiviato il trittico di banchetti natalizi tra il 24 e il 26 dicembre, il post di chiusura per questo 2014, non poteva che essere dedicato a quanto bevuto durante le feste. Eviterò di tediarvi con il solito resoconto per ostentare i cimeli calati sulla tavola imbandita, ma mi soffermerò su un unico vino, che più degli altri ha destato il mio interesse e che finalmente porta un neofito, come il sottoscritto, ad approcciare a quel complesso quanto affascinante luogo del vino che porta il nome di Borgogna. (CONTINUA)

CHIANTI CLASSICO 2010 - D.O.C.G. - Monteraponi

...contemporaneamente così estivo e così autunnale, sorridente e malinconico, una sgargiante t-shirt dai colori vivi e un pantalone di velluto, una passeggiata tra i ciliegi in fiore e nel sottobosco a raccogliere funghi e castagne.


Non sono mai stato troppo afferrato sugli abbinamenti cibo-vino e viceversa... l'importante é che siano entrambi di qualità... ma almeno quelli più classici e se vogliamo scontati riesco ad azzeccarli, così l'altra sera con due fiorentine da addentare (o presunte tali, perché dopo averle acquistate qualche anno fa all' Antica Macelleria Falorni di Greve in Chinati, ho sempre la sensazione che qui a Varese le fiorentine non esistano... ), non ho potuto fare a meno di berci sopra un Chianti Classico. Se l'abbinamento é scontato, meno lo é trovare il Chianti giusto, in una denominazione sfaccettata e ricca di sottozone, milioni di bottiglie e diverse interpretazioni, tra le quali non é sempre facile destreggiarsi e che spesso assecondano i palati dei numerosi acquirenti d'oltreoceano. Scavare alla ricerca di quella bottiglia che riesce in qualche modo ad entusiasmarmi attraverso un approccio artigianale e tradizionale non é sempre facile e a volte bisogna andare per tentativi. (CONTINUA)

GRECO DI TUFO 2012 - D.O.C.G. - Pietracupa


Tra le migliori interpretazioni del vitigno... quando in un sorso dal prezzo "pop" troviamo terroir, complessità e bevibilità, pollice all'insù sempre.




Ero un po’ indeciso se scrivere o meno di questo vino e per un semplice motivo… negli ultimi anni si è già parlato e scritto talmente tanto di Pietracupa, che ogni winelovers ormai conosce a memoria i loro vini. Detto questo, mi rendo perfettamente conto che questo post per molti di voi non rappresenta un inno alla novità e alla scoperta, ma senza alcun tipo di pregiudizio, mi diletto a scrivere le mie eno-esperienze, anzi, a volte è interessante parlare di vini arcinoti, per capire se fama e gloria sono meritate anche da chi (come il sottoscritto) non sempre si affida ai giudizi di alcuni blasonati eno-giornalisti. E poi diciamocelo… in tempi duri (vedi il post dei vini sotto le 20 euro) è sempre bene consigliare ai bevitori meno informati, bottiglie che danno sicurezza, che si possono comprare a scatola chiusa, certi del loro ottimo e costante rapporto qualità/prezzo. (CONTINUA)

LA TERRA TREMA 2014 - 8^Ediz. - Panico, Voluttà, Pasti Cosmici


manifesto 8^ edizione
"Contadino, nato a sostenere la fatica. Dura tutto l'anno tanta pena, a lavorare d'inverno, d'estate, tanti sudori, tanti caldi, tanti freddi. Faticante sinonimo di contadino. La fatica é la sua misura quotidiana. Pure resiste, non s'arrende, non ha tradito. Il contadino é splendido individuo. Anche i suoi gesti, sia pure ripetuti sull'esperienza dei secoli, sempre sono individuali, nuovi e senza infingimenti. Il suo rapporto non é più di suddittanza, o non lo sarà più; il suo modo di essere superbamente anarchico: dietro di lui la sua animalità, davanti la sua umanità." [G.Veronelli 1980] (CONTINUA)


BRAZAN 2001 (140 mesi) - Collio Goriziano D.O.C. - I Clivi


Il Tocai 140 mesi de I Clivi... la "naturale" classe di un vino con la stoffa del campione...



Durante una delle poche giornate assolate di questa estate uggiosa (almeno qui al nord), mi sono recato per un paio di giorni a girovagar nel Collio, in transito direzione ex Jugoslavia. Quando é stato il momento di scegliere a quale porta (o meglio cantina) andare a bussare non ho avuto dubbi... Sono così riuscito a prendere appuntamento con Ferdinando Zanusso de I Clivi, e mi sono immerso in uno spettacolare anfiteatro di vigneti in località Gramogliano a Corno di Rosazzo, una manciata di chilometri a nord di Cormons, considerata la capitale enologica del Collio. Ho così passato un paio d'ore con Ferdinando sotto il portico della sua bella cascina ristrutturata, situata sopra la cantina e soprattutto in cima ad una collina da cui si gode una delle più belle viste della zona. (CONTINUA)

SASSI SOLIVI 2009 - Sassella Valtellina Superiore D.O.C.G. - Coop. Agr. Triasso e Sassella

Quello che ti aspetti e vorresti sempre trovare in un vino di montagna.


L'arrivo delle prime giornate tipicamente autunnali e la prima accensione della caldaia, impone (almeno in parte) l'abbandono dei bianchi estivi, per trovare un sicuro rifugio nell'amato nebbiolo. Fuori fa freschino, il cielo é grigiastro e faccio un po' di palestra "menando" polenta... nel frattempo (ci vuole almeno un'oretta) accompagno i ripetuti assaggi da mestolo, con sorsi di una piccola quanto preziosa chicca valtellinese, figlia di un acquisto di un paio d'anni fa alla Terra Trema. Assaggiato, piaciuto e comprato, ho ritrovato stasera un entusiasmante (quanto ancora poco conosciuto) nebbiolo di montagna, nella sua espressione più tipica. (CONTINUA)

BIANCO 2012 - Colline Lucchesi D.O.C. - La Fabbrica di San Martino (come salvarsi dalla Milano da bere @Erba Brusca)

All' Erba Brusca con l'orto nel piatto e il Bianco della Fabbrica di San Martino nel bicchiere... ecco come salvarsi dalla Milano da bere...


In città capita raramente di bere la bottiglia giusta nel posto giusto. Trovare luoghi dove si mette in armonia quello che si mangia con quello che si beve… combinare ambiente, personale, atmosfera, simpatia e conto finale, é davvero difficile. Mai disperare, perché se é vero che molte carte dei vini mettono tristezza, molti ristoranti sembrano fermi agli anni '80 e molti ristoratori sono simpatici come la tavoletta del cesso alle sei di mattina nel mese di gennaio... a volte capita che questo insieme di combinazioni si incastrano alla perfezione e ti obbligano a tornare sul luogo del delitto.
In un caotico sabato milanese di inizio ottobre, trovo la quadra all'Erba Brusca, una piccola chicca a pochi chilometri dalla movida dei navigli, intrappolata tra apericena, hipster in parata e diavolerie pseudo lounge... (CONTINUA)

U BACCAN 2009 - Riviera Ligure di Ponente D.O.C. - Bruna

...un pigato diverso dalle versioni fresche e dinamiche a cui siamo abituati durante gli estivi aperitivi in riviera. Questo é un gran pigato... Un'altra bella rappresentazione enoica di questa terra.


Non posso negare un particolare amore per la Liguria e i suoi vini. E' un territorio unico e per molti aspetti davvero pazzesco.. mi affascina un casino. Nonostante in questi anni si parli soprattutto del Rossese (che mi piace assai), sono ancora dell'idea che il punto di forza delle viticoltura ligure siano soprattutto i vini bianchi. Da Ventimiglia fino a Sarzana, pur con le loro sfumature e diversità, sono molteplici i produttori che riescono "eroicamente" a dare vita a vini di grande suggestione e complicità territoriale. Il pigato a Ponente, 5 Terre e vermentino a Levante, ovunque andate si pesca bene (ma anche qui, bisogna saper pescare...). Il vino di oggi é un pigato della riviera ligure di ponente, che ho già bevuto in altre occasioni e che si é sempre contraddistinto per un sorso molto fresco, sapido e a tratti pungente. (CONTINUA)

ACQUISTI IN CANTINA... A VOLTE I CONTI NON TORNANO



Comprare il vino direttamente dal produttore e poi ritrovarselo in enoteca ad un prezzo inferiore... non vi sembra che non tornino i conti?? E tutto il discorso della filiera corta? Cosa ne pensate?
Perché un vignaiolo che si dimostra eticamente corretto nel "fare" non lo é anche nel "vendere"? Perché ricaricare su un appassionato che ti ha chiesto 6 bottiglie e si é sobbarcato un viaggio per il piacere di stringerti la mano e ammirare il grande lavoro che fai? (CONTINUA)

BIANCO TESTALONGA 2011 - Vino Bianco - Perrino Antonio

Perrino Antonio non produce vini timidi, ma fortemente espressivi, imperfetti, ruvidi e ruspanti, contadini e territoriali, originali e senza compromessi, ma maledettamente piacevoli e coinvolgenti fino all’ultimo bicchiere.


Sicuramente Dolceacqua non può vantare la fama e il blasone internazionale di città del vino come Barolo e Montalcino, ma smanettando on-line tra post vari e wine-shop, sembra che per stare “sul pezzo” ed essere dei veri “hipster” del vino, si debba bere Rossese. Qualcuno lo ha definito il vino del futuro… fresco, bevibile, snello, un rosso estivo… roba che va di moda oggi dopo anni di vinoni "ciccia e brufoli", senza però riconoscere i meriti di alcuni produttori che hanno saputo ben lavorare con quest’uva. Personalmente delle tendenze me ne sono sempre fregato, e anche se il Rossese è un vino che mi piace assai, per me la Liguria del vino, veste soprattutto di bianco… e allora eccomi qui a stappare e raccontare di un Vermentino proveniente dalla terra del rosso Rossese… (CONTINUA)

LA MIA MEGLIO GIOVENTU'...MUSICA E VINO...DUE STRADE, TANTI INCROCI, UNA SOLA PASSIONE



Il primo amore non si scorda mai e allora se la memoria non mi gioca brutti scherzi, devo tornare a quando avevo 12 anni, vergognosamente davanti allo specchio con il "battipanni" in versione finta chitarra elettrica, mentre canto Welcome to the Jungle in playback. Ascoltavo ovviamente musica anche prima, ma il 1988 é stato per me e per molti miei compagni di avventure una specie di "anno zero", in quanto riscatto (soprattutto culturale) di una generazione uscita spompata dalla devastante epopea dei paninari e del Festivalbar. (CONTINUA)

NON STRESSATECI IN ENOTECA !!

...Anche se sono un po’ più giovane e indosso il parka con le pins non significa che entro per mettermi sotto il giubbotto le bottiglie di Petrus fiore all’occhiello della vostra enoteca, quindi evitate di allungare il collo o sguinzagliarmi alle spalle un commesso ogni volta che giro dietro allo scaffale.


Non so che rapporto avete cari internauti con gli acquisti, io personalmente (a parte la spesa per casa) pessimo. Devo ammetterlo, acquistare direttamente su internet, senza dover sgomitare con decine di persone che nello shopping hanno il loro hobby preferito, è molto più rilassante, a volte anche conveniente, ma spesso ci rimane il dubbio di una potenziale fregatura e purtroppo questo vale anche per l’acquisto di vino. Gli eno-shop on-line sono ben riforniti e con prezzi interessanti, ma sappiamo come sono conservate le bottiglie? Arriveranno integre?? E se c’è qualcosa che non va o il corriere non mi trova a casa??

Prezzo a parte meglio andare direttamente in enoteca… ad appassionati e fanatici del vino, piace passare parecchio tempo al loro interno…perdersi tra migliaia di bottiglie e decine di annate differenti… e magari ci scappa pure un assaggio gratuito.. (CONTINUA)