martedì 22 aprile 2014

LA BECCACCIA 2007 - Vino Rosso - Il Pendio

L'altra Franciacorta... artigianale e rurale, ben lontana dallo stile dei grandi nomi a cui i più sono abituati e che a sorpresa mi entusiasma con un rosso di ottima leggerezza espressiva... tanto da "sverniciare" i piatti di una cucina stellata...

Metti che una sera ti prende lo schiribizzo e ti catapulti a Milano per testare "L'alta cucina naturale" dello chef Pietro Leemann, l'unico ristorante vegetariano stellato d'Europa. Mettici anche (finalmente!!) una carta dei vini di 60 pagine davvero interessante, dalla quale, senza troppo badare alla complessità dei piatti e all'enorme varietà di ingredienti, punto deciso il dito davanti a chef Leemann (il sommelier arriverà in seconda battuta con la bottiglia...) su La Beccaccia de "Il Pendio", bottiglia che cercavo da tempo senza successo, tanto che il produttore in persona, non ha ceduto alle mie richieste di sganciarmene almeno una in quel de "Gli Estremi del Vino". Non so se la bottiglia scelta vada a braccetto con la cucina vegana, ma visti i vini serviti in abbinamento agli altri tavoli, mi sono convinto di aver fatto un'ottima eno-scelta!! 

Il Pendio, é un'azienda agricola fondata nel 1988 da Gianluigi Balestra ma attualmente é condotta da Michele Loda, che da ormai diversi anni gestisce con sapienza e attenzione la cantina di Monticelli Brusati. L'altra Franciacorta, se così si può dire, differente da quella distesa di vigneti pianeggianti che siamo soliti tagliare solcando l'autostrada. I vigneti sono infatti impiantati in un corpo unico a schiena d'asino, 5 ettari terrazzati a 400 metri di altitudine, in una delle aree di maggior pregio della Franciacorta. Circa 25.000 prodotte, tra le quali non possono ovviamente mancare i "Metodo Classico", proposto in ben quattro versioni, tutte dal perlagè finissimo e di grande espressività, ma quello che più colpisce é come in questa terra devota alle bollicine, sia proprio la qualità dei rossi (ma é molto interessante anche lo Chardonnay) ad avermi entusiasmato.  

Il segreto della particolarità dei vini di Loda sta proprio nella scelta di realizzare vini senza segreti... lasciare che sia il vigneto in primis ad esprimersi, riducendo al minimo sia le pratiche agronomiche che enologiche, affinché sia la peculiarità di ogni singolo appezzamento e del suo terreno a caratterizzare il sorso. L'artigianalità del lavoro di Michele nella sua piccola cantina, l'utilizzo di lieviti indigeni, l'approccio natur in vigna, favoriscono la realizzazione di vini unici, piccole perle nel calderone delle produzioni massive franciacortine a cui i più sono abituati.

La Beccaccia annata 2007, prodotta in sole 2000 bottiglie é un Cabernet Franc in purezza, le cui uve sono raccolte da un piccolo vigneto ad inerbimento spontaneo esposto a sud, su un fondo pietroso e calcareo. Affinamento di ben 3 anni, con utilizzo in barriques di rovere dell’Allier caratterizzate da una stagionatura in acqua, la mancata tostatura rende meno invasivo il ruolo dei legni, evitando di ritrovare nel bicchiere i "soliti" sentori da vino barricato, permettendo al frutto di esprimere i suoi profumi originali. 4 mesi anche in acciaio inox e conclusione con almeno un anno in bottiglia.

Rosso rubino piuttosto scuro tendente al granato, naso pieno e di buona persistenza, con un intrigante mix di frutta rossa, note balsamiche, rimandi erbacei, eucalipto, sottobosco e spezie piccanti, il tutto avvolto da una leggera affumicatura. Molto espressivo. Alla beva si alza ulteriormente l'asticella, grazie ad un eccellente equilibrio tra tannini, alcool e acidità, con un frutto vivo e succoso che ti rimane li attaccato al palato dopo un finale appagante e pulito. La Beccaccia mi entusiasma per la sua leggerezza espressiva... riesce ad essere un vino assolutamente "godereccio" senza rinunciare ad una naturale eleganza, un'intrigante complessità e un tocco di austerità.

Alla fine me ne torno a casa soddisfatto più per quello che ho bevuto (con la chicca conclusiva del Pantelleria di Ferrandes abbinato al dolce..) che per quello che ho mangiato... nulla contro la stellata cucina vegana e l'idea di Leemann di mettere in relazione "corpo-mente-spirito", ma alla fine mi risultata troppo concettuale, quasi matematica... vedere un dolce servito con un colpo di gong, perché va assaporato con tutti i sensi (udito compreso) mi fa troppo radical chic milanese... e si discossa eccessivamente con il mio concetto di cucina... si esce un pò dal seminato... non me ne voglia chef Leemann... ma ancora una volta é stata la naturale semplicità, un po' rustica, molto artigianale e molto sincera di un vignaiolo come Michele Loda a prendermi il cuore e molto meno l'"alta cucina naturale" da stella Michelin. So che non é una sfida... ma Loda batte Leemann 1-0.

P.s. un tanx a Lorenzo per avermi indirizzato all'assaggio de La Beccaccia durante Gli Estremi del Vino...

4 commenti:

  1. Interessante! Su che fascia di prezzo ci aggiriamo? Keep up the good work ;-)

    Valerio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Posso garantire sulla qualità di questo vino (x quanto valga la mia parola)... se lo trovi in giro siamo sulle 25 euro...
      grazie per essere passato

      Elimina
  2. Ottima la produzione de Il Pendio con i suoi Franciacorta fuori dal coro, ricchi, grassi, complessi e poi il Cabernet Franc è un vino emozionale ed emozionante se lavorato senza forzature e in purezza, anche fuori dalla Gironda naturistica, bella scelta!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. condivido a pieno... un rosso emozionale in terra di bollicine... c'è del buono nella franciacorta "sotterranea"...

      Elimina

FRIULANO 2009 - Collio D.O.C. - Doro Princic


...persona carismatica, braccia “agricole”, sguardo fiero, baffo d'altri tempi, esattamente l’aspetto che ti immagini pensando ad un vignaiolo di queste zone... potrebbe tranquillamente essere un personaggio uscito da Zoran o da qualche film di Kusturica…


Bottiglia acquistata quasi casualmente, visto che avevo optato per l'ultima bottiglia di Pithos bianco di COS, rimasta in enoteca. Purtroppo tappo difettoso e vino a rischio... meglio trovare un sostituto... e allora passo da un estremo all’altro, dalla Sicilia al Friuli, dal Grecanico al Tocai Friulano, che nei momenti di indecisione (...mmm... non so cosa prendere...) é sempre un rifugio sicuro per bevute che non deludono mai. La casualità sta anche nel aver scelto questo vino senza vedere l’etichetta, così quando ho letto Friulano Princic ho subito pensato a Dario Princic, produttore di cui già avevo assaggiato qualcosa a Cerea, invece poi mi sono ritrovato con Doro Princic… insomma con il senno di poi, avrei dovevo intuire che non era Dario, ma comunque poco male, produttore e vino che non ho mai assaggiato prima, il che è sempre uno stimolo per il sottoscritto. (CONTINUA)

GALEAE 2012 - Rossese di Dolceacqua D.O.C. - Ka Mancine


...richiami mediterranei, piccoli frutti di sottobosco a bacca rossa, ma anche alloro, timo, spezie piccanti, richiami floreali, note balsamiche. Un insieme di profumi che identificano perfettamente la zona di provenienza delle uve.



Un risveglio lento e difficoltoso in una calda domenica estiva… la casa è vuota e il mondo fuori sembra già sparito per la consueta gita fuoriporta… E' il risveglio dei sabato sera andati per le lunghe... almeno fino a pranzo amaca e libro è il massimo che posso fare… In questo stato di stordimento/rilassamento domenicale, necessito di un buon vino da godermi in solitudine e vale lo sforzo di scendere dall’amaca per andare in cantina. Spulcio le bottiglie… sto per cedere ad un bianco da bere fresco, ma ho voglia di rosso… anche se mi sembra un po’ poco dissetante a pranzo con questo caldo… poi mi ricordo di avere un Rossese… ne ho bevuto in terra ligure e lo ricordo servito giovane, fresco e beverino… un vino estivo... ecco quello che ci vuole… (CONTINUA)

FONTANASANTA MANZONI BIANCO 2011 - Vigneti delle Dolomiti I.G.T. - Foradori


...una simbiosi tra uomo, natura, terra e cielo, in un contesto agricolo dove regna la biodiversità... espressione di un territorio che Elisabetta come pochi, ha saputo interpretare.


Devo prenderla un po' alla larga la recensione di questo vino, perché prima voglio parlarvi del locale in cui l'ho bevuto. Molti appassionati di vino già conoscono l' Osteria Rosso di Sera, a Castelletto Ticino (NO)... io ci sono stato per la prima volta una settimana fa e sono rimasto particolarmente colpito sia dalla cucina, con una proposta semplice ma curata (come piace a me!!), ma soprattutto (e finalmente!!) il piacere di sfogliare un'esaltante carta dei vini, che sfoggia 900 etichette, con un'interessante panoramica sui "vini naturali".(CONTINUA)

PAIAGALLO 2010 - Barolo D.O.C.G. - Giovanni Canonica


Nel complesso mondo del Barolo, il Paiagallo è una piccola (grande) chicca che non può mancare sul tavolo di ogni appassionato che sa bere con il cuore...



Tra eno-turisti, eno-appassionati e il pubblico “festivaliero” del Collisioni, sono migliaia le persone che ogni hanno si recano a Barolo, città del vino per eccellenza. Impossibile non notare le storiche cantine del centro, più difficile "scovare" il civico 47 di via Roma, a due passi dal comune, dove ha sede la micro cantina di Giovanni Canonica, un autentico garagiste del Barolo... per molti un produttore sconosciuto, per altri simbolo dell’eno-dissidenza nazionale… (CONTINUA)

ROSSO D'ASIA 2008 - Picchioni Andrea

Allora, vino maschio e compatto, ben strutturato e predisposto all’invecchiamento. Se lo scopo era sfatare l’eno-snobbismo che circonda l’Oltrepò Pavese, direi che questo Nero d’Asia è riuscito nel suo intento…


Ho acquistato questa bottiglia di Nero d'Asia, dopo aver letto cose egregie sui vini di Andrea Picchioni, proprio per sconfiggere alcuni luoghi comuni, che dipingono l'Oltrepò Pavese terra di conquista delle grandi industrie del vino, più attente ai numeri che alla qualità dei vini proposti. Merce da supermercato e da circoli insomma, ma in pochi sanno che quest'area ha grandi potenzialità vitivinicole, decisamente poco sfruttate, a parte alcune eccellenze, che grazie alla volontà dei suoi produttori, sono riuscite a valorizzare questo territorio, portando ad alti standard qualitativi le uve locali, evitando così di rimanere offuscati tra le milioni di bottiglie a basso costo delle grandi cantine. Una forma di eno-snobbismo diffuso, sia tra i consumatori da grande distribuzione che tra noi appassionati. Volevo quindi provare il vino di un produttore che in queste zone sta lavorando da oltre 20 anni, con passione e voglia di sperimentare. (CONTINUA)

AUSTRI 2006 - Langhe D.O.C. - San Fereolo

...un temporale improvviso in un' afosa giornata estiva... un soffio di vento teso e vibrante, prima di rilassarsi (finalmente) in un lungo finale notturno ed impenetrabile. Le due anime della Barbera portate agli estremi.


C'é "Un Posto a Milano" che si chiama Cascina Cuccagnia e in un bel week end di primavera ha ospitato la versione "on-tour" di Vini di Vignaioli. Un successo annunciato e l'ora abbondante di fila per riuscire ad entrare, ne é la dimostrazione... Arrivando da Varese, Milano é quasi dietro l'angolo, ma a conti fatti tra traffico, parcheggio introvabile e attesa all'ingresso, é stato quasi più veloce andare a Cerea per Vini Veri. Comunque ci sta... il vino é come il rock'n'roll... é un connubio di emozioni e sacrifici, sia per i protagonisti sul palco (o su e giù tra i filari) sia per noi, pubblico pagante e sudante (in passato anche "pogante") a ridosso delle transenne. (CONTINUA)

FALCO PEREGRINO 2012 - Terre Siciliane I.G.T. - Bosco Falconeria

...un indissolubile legame con la terra, la volontà di essere contadini senza scendere a patti con un sistema commerciale e di marketing, che anche in Sicilia vede molte aziende vitivinicole, produrre vini figli dell'omologazione e delle esigenze di mercato.


Bosco Falconeria é un'altra di quelle belle realtà contadine del sud, che noi qui al nord, abbiamo l'opportunità di conoscere ed apprezzare i loro prodotti, grazie ad iniziative come La Terra Trema, che nel corso degli anni ha portato nel cuore di Milano "la qualità" di tanti vignaioli sovversivi. (CONTINUA)




CAMPORENZO 2009 - Valpolicella Classico Superiore D.O.C. - Monte Dall'Ora

Quella di Monte Dall'Ora é una storia contadina e "dissidente", di quelle che fanno innamorare noi che di vino scriviamo... così come Carlo e Alessandra si sono innamorati del colle su cui ora sorge la loro splendida azienda agricola.


Non me ne vogliano i credenti, ma in occasione del venerdì santo che precede la Pasqua, mi sono ...mmm... come dire... assolutamente dimenticato del digiuno ecclessiastico e ho sfoderato un paio di bistecconi di manzo alti 4 centimetri e cucinati decisamente al sangue... sono un umile peccatore... e che Dio mi perdoni.. Una cosa però é certa... pentito non lo sono assolutamente, tanto che a bistecca ultimata mi sono ammazzato di formaggi e mi sono alzato da tavola decisamente appanzato... Il motivo di tanta ingordigia?? Semplice, mentre cucinavo i bistecconi ho stappato un Valpolicella Classico che sostava in cantina da qualche anno, un vino di quelli che ti prendono "emotivamente", costringendomi a mangiare solo per il piacere di accompagnare questo rosso buonissimo. (CONTINUA)

LA BECCACCIA 2007 - Vino Rosso - Il Pendio

L'altra Franciacorta... artigianale e rurale, ben lontana dallo stile dei grandi nomi a cui i più sono abituati e che a sorpresa mi entusiasma con un rosso di ottima leggerezza espressiva... tanto da "sverniciare" i piatti di una cucina stellata...

Metti che una sera ti prende lo schiribizzo e ti catapulti a Milano per testare "L'alta cucina naturale" dello chef Pietro Leemann, l'unico ristorante vegetariano stellato d'Europa. Mettici anche (finalmente!!) una carta dei vini di 60 pagine davvero interessante, dalla quale, senza troppo badare alla complessità dei piatti e all'enorme varietà di ingredienti, punto deciso il dito davanti a chef Leemann (il sommelier arriverà in seconda battuta con la bottiglia...) su La Beccaccia de "Il Pendio", bottiglia che cercavo da tempo senza successo, tanto che il produttore in persona, non ha ceduto alle mie richieste di sganciarmene almeno una in quel de "Gli Estremi del Vino". Non so se la bottiglia scelta vada a braccetto con la cucina vegana, ma visti i vini serviti in abbinamento agli altri tavoli, mi sono convinto di aver fatto un'ottima eno-scelta!! (CONTINUA)

SASSELLA ROCCE ROSSE RISERVA 2001 - Valtellina Superiore D.O.C.G. - Ar.Pe.Pe

...quasi un perfetto pezzo "folk" di razza pura e cristallina... così amabile, così abbinabile, così "facile" da apprezzare, grazie ad un caleidoscopico ventaglio di sfumature aromatiche e suggestioni che ne fanno un vino di grande espressività territoriale e grande eleganza, dalla beva "tridimensionale".


Pochi di voi lo sanno, perché è la classica pagina di presentazione che nessuno legge, ma se cliccate su “SIMOdiVINO PERCHE'...” giù in basso chiudo con questa frase “Mentre il mondo corre spedito verso il consumismo con i paraocchi, il vino ci ricorda che per essere buono ha bisogno di prendersi il suo tempo.”. CONTINUA

LA MIA MEGLIO GIOVENTU'...MUSICA E VINO...DUE STRADE, TANTI INCROCI, UNA SOLA PASSIONE



Il primo amore non si scorda mai e allora se la memoria non mi gioca brutti scherzi, devo tornare a quando avevo 12 anni, vergognosamente davanti allo specchio con il "battipanni" in versione finta chitarra elettrica, mentre canto Welcome to the Jungle in playback. Ascoltavo ovviamente musica anche prima, ma il 1988 é stato per me e per molti miei compagni di avventure una specie di "anno zero", in quanto riscatto (soprattutto culturale) di una generazione uscita spompata dalla devastante epopea dei paninari e del Festivalbar. CONTINUA

MONTEPULCIANO D'ABRUZZO 2003 - D.O.C. - Emidio Pepe

...quello che contraddistingue Emidio Pepe e ne fa un produttore "culto" é la sua memoria storica... come se il tempo da queste parti si fosse fermato e racchiuso in un Montepulciano d'Abruzzo tutt'altro che moderno.


Per raccontare questa bottiglia devo riavvolgere il nastro della memoria ad almeno tre anni fa, quando finalmente, dopo averne letto numerosi e controversi commenti sui vini di Emidio Pepe, mi sono recato alla Sorgente del Vino Live (quando ancora si teneva in quel di Agazzano), dove ho avuto modo di gustare diverse annate di Montepulciano d'Abruzzo presso il loro banco assaggi e mi sono portato a casa una bottiglia del 2003. CONTINUA



ARPAGONE RISERVA 2007 - Montecucco Sangiovese D.O.C. - Prato al Pozzo

Un grande Montecucco riserva che merita tutta la vostra attenzione... mediaticamente pochi ne parlano, ma quella di Prato al Pozzo é una delle più interessanti "piccole" realtà sorte in terra di Maremma.


Devo obbligatoriamente iniziare questo post con 2 ringraziamenti. Il primo va a Stefano, mio caro amico per avermi fatto conoscere Francesca Quiriconi e i suoi vini, il secondo va ai ragazzi del Folletto25603, organizzatori de La Terra Trema per aver portato a Milano Prato al Pozzo e i suoi prodotti. Per un varesino come me, sarebbe stato impossibile scoprire questa interessante realtà agricola, mediaticamente poco "chiacchierata"... nessuna traccia nelle guide in mio possesso, nessun sito internet (almeno fino a poco tempo fa) e per gusto personale, tra migliaia di interessanti bottiglie, diventa difficile investire sulla Maremma "a scatola chiusa", ultimamente terra di conquista per investitori stranieri e business man, che legano i propri interessi economici a quelli del vino... CONTINUA

NON STRESSATECI IN ENOTECA !!

...Anche se sono un po’ più giovane e indosso il parka con le pins non significa che entro per mettermi sotto il giubbotto le bottiglie di Petrus fiore all’occhiello della vostra enoteca, quindi evitate di allungare il collo o sguinzagliarmi alle spalle un commesso ogni volta che giro dietro allo scaffale.


Non so che rapporto avete cari internauti con gli acquisti, io personalmente (a parte la spesa per casa) pessimo. Devo ammetterlo, acquistare direttamente su internet, senza dover sgomitare con decine di persone che nello shopping hanno il loro hobby preferito, è molto più rilassante, a volte anche conveniente, ma spesso ci rimane il dubbio di una potenziale fregatura e purtroppo questo vale anche per l’acquisto di vino. Gli eno-shop on-line sono ben riforniti e con prezzi interessanti, ma sappiamo come sono conservate le bottiglie? Arriveranno integre?? E se c’è qualcosa che non va o il corriere non mi trova a casa??

Prezzo a parte meglio andare direttamente in enoteca… ad appassionati e fanatici del vino, piace passare parecchio tempo al loro interno…perdersi tra migliaia di bottiglie e decine di annate differenti… e magari ci scappa pure un assaggio gratuito.. CONTINUA

ACQUISTARE VINO AL SUPERMERCATO...ECCO COME FARE

ECCO ALCUNE MOSSE FONDAMENTALI PER ACQUISTARE VINO AL SUPERMERCATO SENZA CORRERE RISCHI...

Oggi non più, ma in passato ho dedicato parecchio del mio tempo tra gli scaffali del reparto vini presso la grande distribuzione. In base alla mia esperienza personale e al mio buon spirito di osservazione (almeno questo pregio dovete riconoscermelo...) mi sono permesso di scrivere delle "istruzioni per l'uso" su come agire quando decidete di acquistare una bottiglia al supermercato. Provate a seguire questi consigli… e (forse) non sbaglierete più un colpo… CONTINUA